fcinter1908 news interviste Inchiesta arbitri, La Francesca: “Cosa dice l’art. 6 e cosa rischia l’Inter. Ma se le prove sono queste…”

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Inchiesta arbitri, La Francesca: “Cosa dice l’art. 6 e cosa rischia l’Inter. Ma se le prove sono queste…”

Queste le parole dell'avvocato sull'inchiesta relativa al mondo arbitrale e sull'eventuale coinvolgimento, ancora non dimostrato, dell'Inter
Marco Astori
Marco Astori Redattore 
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Lunga intervista concessa dall'avvocato Michele La Francesca, esperto in diritto sportivo, ai microfoni di FanPage. Queste le sue parole sull'inchiesta relativa al mondo arbitrale e sull'eventuale coinvolgimento, ancora non dimostrato, dell'Inter.

Avvocato, partiamo dall'aspetto giuridico: alla luce di quanto emerso finora dalle intercettazioni, siamo già in presenza di elementi che potrebbero integrare un illecito sportivo oppure siamo ancora in una fase puramente investigativa?

"Siamo ancora nella fase delle indagini preliminari, per cui è prematuro trarre conclusioni definitive. È vero che negli ultimi giorni alcune ricostruzioni giornalistiche hanno avanzato ipotesi sui possibili sviluppi del procedimento penale. Tuttavia, fino a quando la Procura della Repubblica non assumerà una decisione formale, ogni valutazione resta necessariamente prudenziale. Le intercettazioni finora emerse rappresentano elementi investigativi che dovranno essere comunque lette nel loro complesso e possibilmente riscontrate con ulteriori elementi di prova. Se l'ipotesi di frode sportiva dovesse trovare conferma in sede penale, è difficile immaginare che la Procura Federale non valuti anche la possibile sussistenza di un illecito sportivo".

Nel diritto sportivo è necessario che un tentativo di alterare una competizione produca effettivamente il risultato voluto oppure è sufficiente la semplice condotta diretta a influenzarne la regolarità?

"Non è necessario che il risultato perseguito venga effettivamente raggiunto. Sia nel diritto penale sia in quello sportivo possono assumere rilievo anche condotte concretamente dirette ad alterare la regolarità della competizione. Pertanto, se fosse dimostrato un tentativo di influenzare indebitamente le designazioni arbitrali, il fatto che l'obiettivo non sia stato raggiunto non escluderebbe la rilevanza della condotta. Naturalmente, spetterà agli inquirenti dimostrare che tali condotte siano realmente esistite e fossero effettivamente finalizzate ad alterare il regolare svolgimento della competizione".

Se dalle intercettazioni emergessero pressioni o tentativi di orientare le designazioni arbitrali, ma poi venisse designato un arbitro ritenuto ‘sgradito' all'Inter, quella circostanza escluderebbe l'illecito oppure no?

"No. L’eventuale mancato raggiungimento del risultato non è incompatibile con l'ipotesi di illecito. Se venissero provate pressioni indebite finalizzate a orientare le designazioni arbitrali, la loro eventuale inefficacia non escluderebbe la rilevanza giuridica della condotta. Diverso è il tema della prova: sarà necessario dimostrare che quelle pressioni siano realmente esistite e fossero dirette a incidere sulla regolarità della competizione".