A tutto Lautaro Martinez: il capitano dell'Inter si racconta tra passato, presente e futuro alla Gazzetta dello Sport
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CHIUDERE LA CARRIERA ALL'INTER E I RECORD
Ora l’Inter è casa sua. Chiuderà la carriera qui? "Sicuramente vorrei. Non ho ancora le chiavi di Appiano, ma quasi... Con la mia famiglia siamo felici, abbiamo anche un ristorante, i bambini vanno a scuola e hanno i loro amici. Oggi per me è difficile immaginarmi da un’altra parte. Nel calcio non si sa mai, ma se non mi mandano via io rimarrò qui".
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Tiene ai record realizzativi? "Dico la verità: non so nemmeno quanti gol ho segnato. So che sono terzo nella classifica di sempre dell’Inter e stop. Non è una cosa che guardo".
Continuando così, un giorno, potrebbe superare Giuseppe Meazza, il primo, il Mito. "Sarebbe bello perché Meazza è la Storia, dell’Inter e di Milano. Potrei farcela ma devo ricominciare a tirare i rigori (ride di nuovo, nda)".
Come si diventa capitano di una squadra? "È qualcosa che hai dentro. Non la alleni. Devi avere la personalità, la leadership. E devi essere da esempio. Però un capitano non è niente senza il gruppo. Posso dire che nell’Inter ce n’è uno fantastico, perché tutti hanno la mentalità vincente".
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