L'ex centrocampista della Juventus fa il punto fra Serie A e panchina dell'Italia

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Claudio Marchisio, ex centrocampista della Juventus e della Nazionale, è stato intervistato da Tuttosport: "Di cosa ha bisogno la Juventus? Secondo me bisogna ricostruire tutta la squadra. Perché se è vero che l'anno scorso c'è stato un momento in cui hai rischiato di arrivare secondo, alla fine sei persino uscito dalla zona Champions. Anche se l'ultimo campionato ci ha detto che c'è grande equilibrio, tolta l'Inter non vedo squadre così tanto avanti rispetto alla Juve. Però sicuramente l'organico è da rinforzare".

Parlando di Mondiale, che finale è stata? "Quella della qualità, da una parte, e del carattere e della forza del gruppo dall'altra. L'Argentina ha provato a resistere il più possibile per tenerla aperta ma a mio avviso, con tutto il rispetto, c'era un divario significativo. La Spagna ha meritato questo Mondiale. Forse Spagna-Francia sarebbe stata la finale più giusta per la reale forza dei giocatori e delle squadre. Però abbiamo assistito a un Mondiale importante ed è bello vedere quanta qualità c'è in giro per il mondo. Di contro è stato molto triste perché noi non abbiamo partecipato, in realtà manchiamo da un po' di edizioni".

marchisio

Quale ct può porre fine a questo incubo? "Si stanno facendo i nomi di molti profili, alcuni strutturati, altri un po' più a sorpresa. Mi auguro solo che, a prescindere da chi sia il prescelto, si tratti di un progetto quadriennale. Perché l'Italia non ha bisogno di un ct che alleni la Nazionale per le prossime partite, ma di preparare un gruppo di giocatori che da qui a 4 anni ci conferisca la sicurezza di essere sul palcoscenico Mondiale, almeno".

Ma se fosse Maldini chi chiamerebbe? "Mi mettete in difficoltà, io sinceramente ci proverei con Guardiola. Ci proverei seriamente. Sarebbe il profilo giusto per avviare un progetto; per dare vita a qualcosa che in Italia non abbiamo mai visto, qualcosa che possa durare nel medio-lungo periodo. Perché il nostro calcio ha bisogno di questo. Deve essere un programma che non riguardi solo la Nazionale maggiore, ma che abbracci l'intero movimento e che parta dal basso. Solo così possiamo risalire davvero la china".

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