Nell'intervista a James Horncastle, Marotta affronta il tema della competitività economica dell'Inter e riconosce il ruolo avuto dalla proprietà americana

Generali STadium notte

Inter e Milan nel futuro: ecco il video di presentazione del Generali Stadium

L'Inter non può più permettersi di restare indietro rispetto alle grandi d'Europa sul fronte degli stadi. Beppe Marotta lo dice chiaramente in un'intervista concessa a The Athletic, nell'articolo firmato da James Horncastle e dedicato al nuovo Generali Stadium, il futuro impianto che i nerazzurri condivideranno con il Milan.

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Il presidente interista parla dei limiti dell'attuale San Siro, porta l'esempio del Real Madrid per spiegare quanto pesi il divario economico con le grandi società europee e sottolinea il ruolo avuto da Oaktree nello sbloccare un progetto rimasto fermo per anni.

Inter Marotta

Marotta: «San Siro non soddisfa più le esigenze dei tifosi»

"Per certi aspetti, sebbene San Siro rappresenti un patrimonio di memoria storica, non soddisfa più i requisiti di uno stadio moderno né le esigenze dei tifosi"

San Siro continua a essere uno degli impianti più conosciuti al mondo, ma presenta limiti che rendono complicato aumentare ulteriormente i ricavi e offrire servizi paragonabili a quelli degli stadi più moderni.

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«Il Real incassa 250 milioni dal Bernabéu, noi meno di 100»

"Basti pensare che, secondo i dati in nostro possesso oggi, il Real Madrid genera circa 250 milioni di euro all'anno dal Bernabéu, mentre noi attualmente siamo appena sotto i 100 milioni con San Siro".

Una differenza enorme, che non riguarda soltanto il fatturato.

"Oltre a rappresentare un patrimonio per il club, uno stadio è anche una fonte di ricavi. Attualmente esiste un divario troppo grande tra noi, in Italia, e alcuni dei nostri concorrenti europei. Questo incide anche sulla nostra competitività e certamente ci mette in una posizione molto difficile"

Il ragionamento è semplice: una società che incassa molto meno dalle attività legate allo stadio dispone anche di risorse inferiori rispetto alle concorrenti. E questo, inevitabilmente, può incidere sulle possibilità di investimento.

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«Il nuovo stadio deve vivere anche quando non ci sono partite»

Il Generali Stadium dovrà quindi rappresentare qualcosa di diverso rispetto all'attuale San Siro. Non basterà avere tribune moderne e servizi migliori durante le partite. L'obiettivo è sfruttare la struttura durante tutto l'anno.

Marotta lo spiega con una frase: "Uno stadio deve avere una vita propria ed essere funzionale non soltanto la domenica o quando si disputano le partite".

Il nuovo progetto prevede infatti spazi commerciali, aree dedicate all'ospitalità e servizi che potranno essere utilizzati anche al di fuori degli appuntamenti calcistici. Un modello già adottato da diversi grandi club europei e che Inter e Milan vogliono replicare per aumentare le entrate.

Nuovo stadio di Inter e Milan si chiamerà Generali Stadium

Marotta: «Oaktree decisiva, ha abbattuto barriere burocratiche»

Nell'intervista a The Athletic, il presidente dell'Inter riconosce anche il ruolo avuto dalla proprietà americana nel percorso che ha portato alla presentazione del Generali Stadium.

"In Italia, dove esistono enormi ostacoli burocratici per avviare progetti di questa natura, questo risultato è stato possibile anche grazie all'arrivo e alla tenacia di Oaktree. La loro determinazione ha probabilmente permesso di abbattere alcune barriere burocratiche che, purtroppo, nel nostro Paese rappresentavano un ostacolo enorme ed erano molto difficili da superare. Oggi siamo davvero su un percorso di crescita"

Generali Stadium foto

Il Generali Stadium e il futuro dell'Inter

Il nuovo impianto avrà una capienza di circa 71.500 spettatori e sarà realizzato nell'area di San Siro. Il progetto porta la firma degli studi Foster + Partners e MANICA e prevede due grandi curve, una copertura a raggiera e numerosi spazi dedicati ai tifosi.

Secondo il programma annunciato da Inter e Milan, l'obiettivo è iniziare i lavori nel 2028 e disputare la prima partita nella stagione 2031/32, subordinatamente alle necessarie autorizzazioni.

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