Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il tecnico parla della situazione del calcio italiano

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Questa sera l'Italia affronterà la Turchia nella seconda giornata di Nations League. Dopo la sconfitta contro il Belgio, la squadra di Mancini non può più sbagliare. "Sarà una gara importantissima perché l’Italia e la Turchia hanno bisogno di una vittoria. Sappiamo quanto sia difficile il periodo che sta attraversando la vostra Nazionale, ma questa è una buona opportunità anche per la Turchia per ripartire dopo il Mondiale", dice Fatih Terim intervistato dalla Gazzetta dello Sport.

Senza Calhanoglu e Yildiz per voi non sarà facile.

«La loro assenza si farà sentire perché entrambi hanno qualità. Nella Turchia però ci sono anche un talento straordinario come Arda Güler e Can Uzun, un giocatore molto promettente. Partite così sono opportunità per assumersi delle responsabilità».
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Si aspettava un’Italia fuori da tre Mondiali di fila?

«Francamente no perché l’Italia ha vinto tanto e ha lasciato il segno nella storia del calcio. Anche una sola vostra assenza era stata una grande delusione; tre consecutive richiedono una riflessione molto seria. In questi anni l’Italia ha vinto Euro 21, l’Atalanta ha conquistato l’Europa League e la Roma la Conference League. In più la Fiorentina ha giocato la finale di Conference, il Napoli ha creato una vera e propria scuola di pensiero calcistico e l’Inter è arrivata due volte in finale di Champions. Il potenziale del vostro movimento, dunque, è ancora molto grande. Ciò premesso, bisogna considerare tante cose: lo sviluppo dei vivai, le opportunità offerte ai giovani, le politiche di mercato dei club... L’Italia dal punto di vista tattico ha sempre rappresentato una scuola fondamentale, ma il calcio è in continua evoluzione e oggi non si può sopravvivere solo grazie alla tattica, all’organizzazione difensiva o ai successi passati. Vanno sviluppati tutti gli aspetti. Avete bisogno di tempo e di un piano adeguato per la ricostruzione. Perché non si tratta solo di qualificarsi per i Mondiali, ma di far sì che il calcio italiano ritrovi la sua identità e la sua competitività».

Italy v Belgium - UEFA Nations League 2026/27 Group A1 MD1
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Mancini è l’uomo giusto per ripartire?

«È un tecnico importantissimo e non possiamo dimenticare che ha guidato l’Italia alla conquista dell’Europeo. Il calcio espresso da quell’Italia, la fiducia in sé stessi dei giocatori e la striscia di imbattibilità ottenuta sono stati davvero notevoli. Certo, il suo ritorno non basta per risolvere tutti i problemi. Ha una grande responsabilità davanti a sé, ma anche l’esperienza necessaria per far bene».

Chi sono gli azzurri che le piacciono di più?

«Donnarumma è un campione e un’icona. Mi piacciono anche Calafiori, un terzino sinistro su cui puoi contare molto in fase di costruzione del gioco, due centrocampisti come Barella e Tonali, Dimarco, uno dei migliori nel ruolo di esterno sinistro, e il giovane talento Pio Esposito».

(Gazzetta dello Sport)

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