Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Domenico Volpati, colonna del Verona dello scudetto del 1985, ha voluto ricordare Osvaldo Bagnoli

Pancev 13 sett 2018

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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Domenico Volpati, colonna del Verona dello scudetto del 1985, ha voluto ricordare Osvaldo Bagnoli, scomparso ieri.

Cos’è che lo rendeva unico?

«La sua coerenza. Mi sento un privilegiato: oltre che al Verona l’ho avuto anche al Como e alla Solbiatese in C. Era al primo anno da allenatore, il presidente veniva a vedere solo le partite in casa e noi giocavamo bene soprattutto fuori. Un giorno entrò nello spogliatoio e consigliò a Bagnoli di schierare un altro sulla fascia. Lui lo accompagnò fuori sottobraccio: “Lei può decidere qualsiasi cosa, ma non qui”. Il giorno dopo fu esonerato».
Osvaldo Bagnoli Inter

bagnoli
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Il segreto di quel Verona?

«Il gruppo. Eravamo amici e lo siamo tuttora: a volte ci incontriamo sul lago di Garda che piace agli stranieri, Briegel ed Elkjaer, a cui ricordiamo del famoso gol alla Juve senza una scarpa».

L’aneddoto a cui è più legato?

«Quando disse ai Carabinieri che “i ladri erano nell’altro spogliatoio”. Si riferiva alla Juventus, con cui perdemmo 2-0...».

Osvaldo Bagnoli Inter

Rivediamo il contesto. Ottavi di Coppa Campioni 1985-86: 0-0 all’andata e ko 2-0 al ritorno.

«Sconfitta immeritata, con diversi episodi arbitrali contro di noi. Negli spogliatoi qualcuno tirò una scarpa contro una finestra, che si frantumò. Un carabiniere chiese se andasse tutto bene e Bagnoli disse: “Se cercate i ladri, sono dall’altra parte...”».

A Bagnoli il calcio di oggi piacerebbe?

«No, anche perché dopo l’Inter si allontanò. Il gioco di Guardiola non gli è mai andato a genio».

(Gazzetta dello Sport)

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