"Il complimento più bello fatto da un avversario? Me l'ha fatto Paolo Maldini, in un'intervista. C'è stata una giocata dopo la quale siamo caduti a terra insieme. Ci siamo alzati insieme, e nello sguardo successivo si vedeva il rispetto reciproco. Pensa che, parlando di Paolo, mi viene in mente il mio primo derby: entro a San Siro, davanti a 90mila persone. Difesa del Milan: Tassotti, Costacurta, Baresi e Maldini. Poi Desailly davanti, Savicevic, Boban... Penso: "Mamma mia, sto giocando con questi". Pareggiammo 1-1, mi ricordo che entro in area, a 5 minuti dalla fine, dribblo Baresi e cado. Secondo me era rigore, Baresi mi prende per la maglia e mi dice "Alzati". Lì ho capito tutto. Era un calcio diverso, grandissimo rispetto per Franco.
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Zanetti: “Sogno la Champions anche da vice presidente. Potevo andar via, ma Moratti…”
Se avrei voluto reagire in maniera diversa in qualche occasione? Ci sono delle partite in cui a volte le pulsazioni vanno a mille. Mi ha aiutato il fatto che avevo tanti compagni che dovevo calmare, mi preoccupavo per calmare loro! Sono sempre stato uno molto corretto, cercavo di aiutare gli arbitri, calmare i compagni. Ma a volte è impossibile tenere a bada tutti, soprattutto nelle gare più importanti, con in palio troppe cose".
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