Il vice presidente dell'Inter, ex capitano nerazzurro, è intervenuto all'interno del podcast "Zero Possibilità"
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MADRID 2010
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"Cosa ci ha detto Mourinho all'intervallo della finale di Champions League del 2010? Stavamo già vincendo 1-0, ma si trattava comunque di una finale contro un avversario di tutto rispetto come il Bayern Monaco. La Champions è la competizione dei dettagli, il margine di errore è piccolo. José ci ha detto di restare concentrati: lui era convinto che, se fossimo rimasti così compatti, avremmo avuto la possibilità di fare il secondo gol. A me, visto che Chivu era ammonito, dice che avrebbe fatto il cambio dopo 10 minuti e che io sarei andato a sinistra a marcare Robben. Aveva paura di restare in 10, l'avevamo già vissuta in semifinale col Barcellona quella situazione.
Eravamo convinti che stavamo per scrivere una pagina di storia importante per l'Inter. Aver superato quel Barcellona lì, secondo me la squadra migliore in assoluto, ci ha dato la consapevolezza dell'adesso o mai più. Si poteva fare. Per me è stata speciale perché a Madrid facevo 700 partite con l'Inter. Tornare a Milano con la Coppa, facendo il Triplete, è stata una cosa unica: credo che quella squadra lì rimarrà per sempre nella storia del nostro club. Per tutti noi è stato un momento indimenticabile. Un mese fa sono tornato per la partita delle Legends in quello stadio, e il cuore e la mente sono tornati a quel momento lì. Se avevo pensato a come alzare la Coppa? No, se tu vedi la mia faccia non sono io. La mia faccia era trasformata talmente era grande l'emozione di vedere l'allegria dei tifosi. Volevo solo tenerla tra le mani e alzarla".
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