I giocatori avrebbero voluto un altro tipo di partita, ma l'ennesimo approccio sbagliato ha condizionato la gara

Mari & Monto

Inter sconcertante in campo e preoccupante al microfono. Bastoni duro come Lautaro

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La sconfitta nel derby ha lasciato parecchia delusione nell'Inter e nei suoi tifosi. I giocatori avrebbero voluto un altro tipo di partita, ma l'ennesimo approccio sbagliato ha condizionato la gara. E ora nello spogliatoio ci si interroga sulla situazione.

Chivu
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"È un mal di testa che non si cura con le pastiglie di paracetamolo: ad Appiano la chiamano da qualche tempo sindrome della vittoria, quel malanno che da quasi un decennio colpisce le squadre campioni d’Italia in carica. L’Inter, già incapace di ripetersi con Conte e Inzaghi dopo aver vinto, sta incubando lo stesso virus. Non è il quarto derby consecutivo perso, che comunque fa malissimo ai tifosi, a preoccupare lo stato maggiore del club. Il problema è la pericolosa tendenza a regalare vantaggi all’avversario di turno: in 6 partite su 10 l’Inter si è trovata in situazioni di svantaggio e a Venezia, nel mercoledì che ha preceduto la sconfitta con il Milan, ha rischiato in diverse occasioni di andare sotto cavandosela nel finale grazie a due autogol", si legge su La Gazzetta dello Sport.

Spogliatoio Inter

Bastoni
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"Le parole di Alessandro Bastoni, sempre più leader dello spogliatoio, ispirano una riflessione: «Non mi piace quello che sto vedendo, la maglia dell’Inter va meritata ogni giorno». A chi si rivolge? «A tutti, me compreso», giura. In effetti si avverte ad Appiano la sensazione che parecchi giocatori pensino più ai contratti da negoziare che agli allenamenti da azzannare. Non è un mistero che Dimarco, escluso nel derby e lontano parente del miglior giocatore della scorsa Serie A, si sia lamentato del mancato rinnovo. Anche Calhanoglu è in scadenza e dalla scorsa estate, come confidò alla Gazzetta durante la tournée di Perth, aspetta una chiamata dalla società. Ma non sono i soli. Non basta l’incertezza sul futuro a determinare il rendimento, chiaro. Eppure nell’Inter l’elemento esterno sta coincidendo con una carenza generale di concentrazione che si riflette nelle partite: l’abusata parola «approccio», che significa tutto o niente, è costata momentaneamente il primato in classifica e ha complicato la corsa in Champions", spiega il quotidiano.

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