Dopo il no di Guardiola, Maldini andrà sull'ex Juve e il quotidiano parla di un "allenatore che per adesso non riesce ad essere"
VIDEO FCIN1908 / Capello: “Pirlo non era pronto per la Juve! Partire dalle giovanili serve a..."
"Alla Juve, dopo nove scudetti altrui non vinse lo scudetto. In Turchia non finì il campionato. Alla Sampdoria, in B, non fu promosso e venne poi esonerato. Negli Emirati Arabi, lì invece risalì dalla B. Andrea Pirlo è prigioniero di Pirlo Andrea, del colossale campione che fu, dell'allenatore che per adesso non riesce ad essere. La Nazionale è un filo teso tra i grattacieli e Pirlo deve camminarci senza rete, a parte quella dei suoi influenti amici. Auguri". Così comincia che il quotidiano La Repubblica affida a Maurizio Crosetti sull'approdo alla guida dell'Italia dell'ex allenatore della Juventus.
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Il giornalista spiega che è arrivato sulla panchina della Juve per volere di Agnelli quando la squadra arrivava da nove scudetti consecutivi. Aveva allenato fino ad allora le giovanili. Con la Juve ha vinto una Supercoppa Italia, la Coppa Italia e ha ottenuto la qualificazione in CL. Poi è andato ad allenare in Turchia e infine alla Samp prima di approdare negli Emirati per guidare lo United FC con cui ha ottenuto la promozione nella massima serie.
"Andrea Pirlo, la gavetta mai. La sua tesi di laurea da allenatore si intola "Il calcio che vorrei". Il condizionale è rimasto, insieme a molte buone intenzioni e a una chiara vocazione: i giovani. Non teme di metterli in squadra, né di bruciarli. Il problema è l'equilibrio, perché le squadre di Pirlo incassano troppi gol. Non c'è tifoso juventino che abbia dimenticato i contropiede ai quali si abbandonava il gruppo, e dire che davanti c'era ancora Cristiano Ronaldo. Il quale realizzò quell'anno la non facile impresa di non vincere il campionato. C'è un video famoso, trasmesso in un documentario sulla Juventus, in cui si vede Pirlo intervenire dopo una sfuriata dello stesso Ronaldo («Dài, basta Cri'») per dire: «Bisogna avere calma e pazienza e non litighiamo». Sempre con quella proverbiale flemma che fa sembrare Andrea Pirlo quasi malinconico, triste in sottofondo, ma anche con quell'espressione di chi si sia appena alzato dal letto", scrive il giornalista nel suo editoriale.
Maldini lo vuole alla guida dell'Italia dopo aver voluto con sé Leonardo: "Triangolo di amichettismo milanista che coinvolge pure Leonardo. Potrebbe diventare un limite, anche se adesso è una rampa di lancio. Un progetto a lungo termine. Nel breve termine, Pirlo finora è stato così così. Da giocatore calciava 'la maledetta', da allenatore deve guardare calciare i suoi giocatori, e chissà se sono capaci. Il calcio che vorrebbe, che vorremmo. Alcuni lo definiscono liquido, infatti a volte si scioglie. Pirlo, il predestinato: ma la destinazione è quella giusta?", si chiede nel finale dell'articolo il giornalista.
(Fonte: La Repubblica)
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