"L'ultimo veto di Orsato: gli arbitri non parlano ai club". Così Repubblica, che racconta aspetti importanti che riguardano appunto i fischietti di Serie A.
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"L'ultimo veto di Orsato: gli arbitri non parlano ai club". È il titolo di Repubblica, che racconta aspetti molto importanti che riguardano il mondo arbitrale nella nostra Serie A:
"C’è un problema con il Var. Anzi, due. La stagione era cominciata con il nuovo metro di Orsato, fino alla sosta la tecnologia è stata utilizzata pochissimo ma le ultime due giornate hanno invertito bruscamente la rotta: non c’è uniformità di giudizio. Qualche allenatore ne parla apertamente: «Non si capisce più quale sia il metro e la cosa che fa più male è che non sai nemmeno a chi chiedere spiegazioni», aveva detto giorni fa Di Francesco. Parole che raccontano una storia quasi surreale. C’è un fantasma che (non) si aggira per i campi della Serie A: è il referente arbitrale per i club. Sulla carta avrebbe un nome, un cognome e un contratto: Andrea De Marco, ex arbitro, è la persona – faticosamente – scelta per quel ruolo. Ha anche incassato la prima mensilità del suo contratto da 50mila euro all’anno. Ma c’è un ma: non può operare. Il motivo? Non è gradito al designatore Daniele Orsato. Quindi allenatori e società non sanno a chi avanzare i loro dubbi sulle interpretazioni delle decisioni, su questioni regolamentari o le richieste di chiarimenti in merito a una decisione contestata.
Il referente infatti è la figura che tiene i rapporti tra gli organi tecnici, a cominciare dal designatore, e le singole squadre: un intermediario di cui le società devono fidarsi. Orsato per quella posizione avrebbe voluto Eugenio Abbattista, suo fedelissimo, uno degli accusatori, in procura, del suo predecessore Gianluca Rocchi nell’inchiesta avviata verso l’archiviazione. Ma su Abbattista è calato il veto dei club, che gli rimproverano di aver affidato a una trasmissione tv delle confessioni contro il sistema. Così la ricerca del referente è diventata una querelle: dopo un rimpallo di responsabilità tra Federcalcio e Lega Serie A su chi dovesse decidere, si era arrivati a una short list di tre nomi tra cui far scegliere le società: Abbattista, Stefani e De Marco. Ma 11 club si erano astenuti: ritenevano di non dover essere loro a scegliere. Alla fine è stato comunque indicato chi aveva raccolto più preferenze (7): De Marco, appunto.
La scelta però non è piaciuta al designatore e al momento De Marco non è impiegato, nonostante il contratto. Il risultato è che in una stagione in cui il metro di utilizzo del Var è cambiato drasticamente, le società non sanno a chi chiedere chiarimenti sulle interpretazioni. Durante l’incontro di settembre con gli allenatori, Orsato ha garantito: «Il Var non è spento». Alcuni non ne sono convinti. Il problema è con chi parlarne", si legge.
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