La squadra di Chivu ha battuto con fatica la formazione guidata da Nicola, sono serviti due autogol per vincere: la moviola degli episodi cruciali da DAZN

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Luca Marelli, esperto arbitrale di DAZN, ha parlato degli episodi che si sono verificati durante la gara dell'Inter contro il Venezia. A cominciare da quello che ha visto coinvolti Helgason e Sucic al 15esimo del primo tempo. «C'è un contatto tra Helgason e Sučić in area di rigore, per la precisione, al quindicesimo minuto. È un episodio che, per chi ha buona memoria, ricorda Genoa-Napoli di un paio di stagioni fa, quando venne assegnato un calcio di rigore per un fallo su Vergara. La dinamica è molto simile: Helgason , effettivamente, con la pianta del piede tocca il piede destro di Sučić, ma è un tocco leggerissimo. Da queste immagini non si vede bene, ma si vedrà meglio nelle riprese successive, soprattutto in quella da un'angolazione più bassa, e vedremo che il tocco è veramente minimo. Sostanzialmente gli passa sopra il piede con i tacchetti, probabilmente lo sfiora soltanto con i tacchetti. Bene l'arbitro a non fischiare: naturalmente, non ci sono elementi per un OFR o per un OFR calcio di rigore in questa circostanza».

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«Secondo episodio: un'altra richiesta di calcio di rigore, questa volta da parte del Venezia, al ventitreesimo minuto. Il contatto è tra Bisseck e Lauberbach. Scusate, la dinamica è un pochino differente. In questo caso il contatto ha un'intensità maggiore, ma mi piace che non sia stato fischiato il calcio di rigore in campo e che il VAR non sia intervenuto. Come vediamo, il contatto c'è, ma è veramente molto, molto leggero. L'attaccante del Venezia lo accentua parecchio e, da questo punto di vista, credo che l'asticella così alta vada bene. Nel senso che sarebbe stato un rigorino e non ci sarebbero certamente stati gli elementi per richiamare l'arbitro al VAR per questo episodio», ha continuato Marelli.

fuorigioco di braccio venezia inter

«Il gol annullato a Lauberbach? Ne parliamo perché si è letto di un fuorigioco di braccio, ma non è così. Nessuna colpa neanche dell'assistente. È un fuorigioco millimetrico che non si vede in tempo reale, si può solo indovinare. Quello che è importante - ha spiegato ancora l'opinionista di DAZN - è che il fuorigioco è sulla spalla, non per fuorigioco del braccio. La parte alta del braccio può essere usata per toccare il pallone, la parte alta della spalla non è un tocco di mano. E vale anche per il fuorigioco: era oltre la spalla di Lauberbach e in automatico viene rilevata la posizione di fuorigioco».

carlos augusto Sohm

Fallo di Carlos Augusto

«Il tocco di Carlos Augusto sull'autogol del Venezia? La rete del vantaggio nerazzurro nasce da un attacco e da un contrasto tra il brasiliano e Sohm. Non tocca il pallone il giocatore dell'Inter e tocca il polpaccio dell'avversario, gli tira giù il calzettone, in ogni caso col corpo arriva addosso al giocatore e gli impedisce di contrastare il pallone a Barella. Questo è un fallo evidente e non si spiega perché il VAR non interviene perché così nasce l'azione del gol dell'Inter. C'è un fallo chiaro di Carlos Augusto e a nulla vale il fatto che Pairetto sia in posizione per poter vedere e valutare. Sono stato in campo: si può avere una sensazione in campo e poi chiedersi rivedendo il fallo come si è fatto a sbagliare. Può capitare ma il VAR è nato per evitare proprio errori di questo genere. Serviva un OFR e un calcio di punizione per il Venezia ed era da cartellino giallo», ha concluso Marelli.

(Fonte: DAZN)

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