Un incontro tra i club con la Lega Serie A ha portato ai cambiamenti nel campionato: non è solo merito della della politica laissez-faire di Orsato

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VIDEO FCIN1908 / Orsato: "VAR? Il chiaro ed evidente errore è..."

"Meno falli e velocità media mai così alta: tutto è nato da un incontro tra i club e da uno studio". Il quotidiano La Repubblica parla di quello realizzato da studio Math&Sport per la Lega Serie A: una fotografia su come sia cambiato e stia cambiando il massimo campionato italiano.

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"Rispetto alla scorsa stagione si gioca di più, le interruzioni durano meno, l'età media dei calciatori si è abbassata, si fischiano meno falli, il pallone e i giocatori si muovono più velocemente. E soprattutto si segna: 145 gol in 50 partite, 2,9 a gara, senza uno 0-0. Non accadeva dal 1949/50, quando la striscia di partite con almeno un gol arrivò a 73 di fila. Tutto merito del designatore arbitrale Daniele Orsato e della sua politica del laissez-faire? No, c'è di più. Se il suo approccio, che ricalca quello di Collina al Mondiale, ha favorito il gioco, anche i club hanno capito che serviva una svolta", spiega Vanni nel suo articolo per il giornale nazionale.

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Cambiato il tempo effettivo in Serie A

"Le maggiori imprese recenti del calcio italiano sono arrivate puntando su intensità e dinamismo: il percorso fino alle due finali di Champions dell'Inter, l'Europa League vinta dall'Atalanta e la qualificazione del Como, giovane, sfacciato e votato all'attacco", si legge ancora.

E quanto ai dati viene riportato che è cambiato il tempo effettivo di gioco: 59 minuti e 24 secondi a partita, sei minuti in più rispetto allo stesso periodo della scorsa stagione. Un incremento dell'11%. Nelle prime cinque giornate si è giocato di più: Italia e Francia sono appaiate, con il 61 per cento di tempo con la palla in gioco. Una spiegazione sta nelle interruzioni. Numero inviariato ma sono molto più brevi. Gli arbitri fischiano meno, del 14%, i falli e il gioco risulta meno frammentato e più intenso.

È cresciuta del 5% la verticalità e le azioni costruite che sono in media 65 per squadra sono uguali come numero ma sono più durature e coprono più terreno di gioco. I giocatori corrono di più e ogni squadra percorre 117 km a partita, 6 in più rispetto alla passata stagione. Sono aumentate del 20% le azioni concluse sull'area avversaria. Sono più giovani i calciatori impiegati dalle squadre: la media è di 26 anni e 30 giorni: 7 mesi in meno rispetto al passato.

"Resta elevata la qualità internazionale: nella sosta, 208 calciatori della Serie A sono stati convocati dalle rispettive nazionali, comprese le giovanili. Fra i cinque grandi tornei nazionali soltanto la Premier ne ha forniti di più. Tutto ha portato al miglioramento dei dati Auditel per Sky e Dazn", si legge ancora.

(Fonte: La Repubblica)

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