Sul tavolo del fondo americano sarebbero arrivate diverse manifestazioni d’interesse. Il valore attribuito al club oscilla tra 1,5 e 2,1 miliardi
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L’Inter continua ad attirare attenzioni importanti, e stavolta non si parla di calciatori. A finire nel mirino sono direttamente le quote del club nerazzurro.
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Il Corriere della Sera racconta infatti che durante l’estate Oaktree avrebbe ricevuto diverse manifestazioni d’interesse da parte di investitori intenzionati a entrare nell’Inter con una partecipazione di minoranza. E il profilo dei potenziali nuovi soci è tutt’altro che banale.
Fondi e grandi famiglie interessati all’Inter
A farsi avanti sarebbero stati sia grandi fondi sia family office italiani e stranieri, cioè strutture che gestiscono i patrimoni di importanti famiglie e dinastie imprenditoriali.
Un dettaglio che inevitabilmente accende la curiosità dei tifosi, anche perché testimonia quanto l’Inter sia oggi considerata un asset appetibile nel panorama sportivo internazionale.
Per il momento, però, siamo ancora nella fase delle valutazioni. Oaktree ha ricevuto le proposte e le sta passando al vaglio. Nelle prossime settimane potrebbe decidere di approfondire il confronto con uno o più dei soggetti che hanno manifestato interesse.
Contattato dal Corriere, il fondo americano non ha voluto commentare.
Quanto vale davvero l’Inter?
Ed è qui che si entra nella parte più interessante della questione.
Secondo Forbes, il valore dell’Inter sarebbe oggi intorno a 1,5 miliardi di euro, debito compreso. Football Benchmark si spinge invece molto più in alto e valuta il club circa 2,1 miliardi.
La sensazione è che Oaktree possa ragionare su una cifra compresa all’interno di questa forbice.
Ma non esiste un prezzo automatico. Molto dipenderà da cosa verrà effettivamente ceduto.
Non conta soltanto la percentuale
Una quota del 10%, del 20% o superiore cambia evidentemente il valore dell’operazione. Ma a pesare saranno anche i diritti riconosciuti al nuovo socio.
Un investitore puramente finanziario, senza voce nella gestione, ha un peso diverso rispetto a un partner al quale vengono concesse prerogative sulla governance o su alcune decisioni strategiche del club.
Ed è proprio qui che Oaktree dovrà eventualmente trovare un equilibrio.
La proprietà americana, almeno per ora, non sembra intenzionata a mettere in discussione il controllo dell’Inter. Il tema è piuttosto capire se aprire il capitale a uno o più soci di minoranza possa rappresentare un ulteriore passo nella crescita della società.
Il dato, intanto, resta: l’Inter interessa. E non soltanto ai grandi fondi. Secondo il Corriere della Sera, sul club nerazzurro avrebbero acceso i riflettori anche patrimoni riconducibili a importanti dinastie imprenditoriali.
Un segnale che, da solo, racconta parecchio del valore raggiunto oggi dalla società.
Fonte: Corriere della Sera
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