Mentre a Milano si avvicinano le prossime elezioni comunali, torna a farsi largo l’ipotesi di salvare almeno una parte di San Siro

Foester e Manica

Foster e Manica presentano il nuovo Generali Stadium: "Le prime file quasi toccheranno i giocatori"

Mentre a Milano si avvicinano le prossime elezioni comunali, torna a farsi largo l’ipotesi di salvare almeno una parte di San Siro. "È un luogo simbolo per la città, cerchiamo di non abbattere il Meazza", ha detto Mario Calabresi, probabile candidato del centrosinistra a sindaco di Milano. Come sottolinea Tuttosport, l’ipotesi - mai considerata dai club e dall’attuale amministrazione cittadina - di avere davvero due stadi a distanza di poche decine di metri, c’è un progetto nella storia di Lord Norman Foster che può far ben sperare chi sogna questa soluzione.

Inter Milan neve
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"Di quello che c’è oggi, in teoria, dovrebbe rimanere in piedi poco più di un moncherino: una porzione a L nell’angolo sud-est, circa il 30% delle rampe esterne, una parte della Curva Sud e una parte della tribuna arancio, sostanzialmente del secondo anello. Una reliquia da rifunzionalizzare con attività sportive, commerciali e di servizio. Lo stesso Foster, però, ha detto di recente che gli piacerebbe conservare una parte più ampia del Meazza. Il pensiero corre così alla Battersea Power Station, icona del panorama metropolitano londinese, resa celebre dalla copertina di “Animals” dei Pink Floyd".

San Siro

San Siro
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"L’edificio è stato restaurato e riconvertito da WilkinsonEyre, ma proprio lo studio di Foster ha avuto un ruolo chiave nella riqualificazione del quartiere, attraverso il progetto dei Battersea Roof Gardens e del 50 Electric Boulevard. Battersea non è stata trattata come un rudere da preservare, ma come il fulcro identitario di un nuovo pezzo di Londra: è rimasta riconoscibile, mentre al suo interno sono stati ricavati negozi, ristoranti, abitazioni, uffici, cinema, spazi per eventi e la sede britannica di Apple. Intorno sono stati costruiti nuovi edifici residenziali e direzionali, hotel, parchi e una nuova strada pedonale commerciale. Seguire la stessa filosofia nell’area del Meazza andrebbe incontro agli ultimi romantici che non vogliono dire addio a uno degli stadi più iconici del pianeta".

(Tuttosport)

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