Majorino e Calabresi intervengono sul nuovo stadio di Inter e Milan. Il primo non esclude una revisione del progetto, il secondo vuole riaprire il confronto

Generali STadium notte

Inter e Milan nel futuro: ecco il video di presentazione del Generali Stadium

Il progetto del nuovo Generali Stadium di Inter e Milan torna al centro del dibattito politico milanese. A riaccendere la discussione sono le dichiarazioni di Pierfrancesco Majorino e Mario Calabresi, entrambi tra gli aspiranti candidati sindaco del centrosinistra in vista delle elezioni comunali del 2027.

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Due interventi distinti, ma con un punto in comune: la volontà di rimettere in discussione alcuni aspetti dell'operazione, qualora ci fossero le condizioni per farlo.

Generali Stadium

Majorino: «Se ci fossero le condizioni, sarebbe giusto rimettere in discussione il progetto»

Intervistato da Massimiliano Mingoia per Il Giorno, Pierfrancesco Majorino ha affrontato direttamente la questione del nuovo stadio.
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Il capogruppo del Pd in Regione Lombardia ha spiegato che entro la primavera del 2027 dovrebbero arrivare alcuni passaggi fondamentali, tra cui la sentenza del Consiglio di Stato e le valutazioni sull'impatto ambientale e sanitario dell'intervento.

A quel punto, secondo Majorino, sarà possibile capire quali margini esistano per intervenire sul progetto.

Nuovo stadio di Inter e Milan si chiamerà Generali Stadium

«Se ci fossero le condizioni per rimettere in discussione il progetto, sarebbe la cosa giusta da fare».

Majorino ha quindi precisato che, qualora l'operazione non fosse più modificabile dal punto di vista formale, diventerebbe fondamentale concentrarsi sulla tutela dei residenti, sulle conseguenze ambientali e sull'utilizzo delle risorse comunali per riqualificare il quartiere San Siro.

Non si tratta, dunque, dell'annuncio di un blocco già deciso, ma di una posizione che lascia aperta la possibilità di modifiche in base agli sviluppi amministrativi e giudiziari.

Le parole di Majorino

Sul progetto del nuovo stadio di San Siro, lei è parso il candidato sindaco del centrosinistra più duro. Vorrebbe far saltare il progetto di Milan e Inter dopo le Comunali in primavera?

"Entro la prossima primavera, intanto, saranno chiarite alcune cose, ad esempio ci sarà già stata la sentenza del Consiglio di Stato e avremo visto le valutazioni di impatto ambientale e sulla salute. Se ci fossero le condizioni per rimettere in discussione il progetto, sarebbe la cosa giusta da fare. L’ho già detto mesi fa e non cambio idea. Io in Consiglio comunale mi sarei fatto sentire per cambiare quella delibera. Se, invece, la vicenda di San Siro non sarà modificabile dal punto di vista formale, bisognerà essere attentissimi alle questioni di impatto ambientale per tutelare i residenti del quartiere e sul modo in cui investire le risorse ottenute dal Comune per riqualificare la parte più popolare di San Siro”.

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Calabresi: «Alcune cose vanno ridiscusse»

Sulla stessa vicenda è intervenuto anche Mario Calabresi, ospite di Radio Popolare.

Il giornalista, che ha manifestato la propria disponibilità a partecipare alle primarie del centrosinistra, ha spiegato che, in caso di elezione a sindaco, intende incontrare Inter e Milan per affrontare nuovamente alcuni aspetti dell'operazione.

«Alla luce di quello che sta succedendo alcune cose vanno ridiscusse».

Calabresi ha individuato soprattutto tre questioni: la tutela della salute dei residenti durante i lavori, l'impatto ambientale della costruzione del nuovo impianto e della demolizione del Meazza e la necessità di garantire benefici concreti agli abitanti del quartiere.

Secondo l'aspirante candidato sindaco, le due società dovrebbero assumersi maggiori responsabilità nei confronti del territorio interessato dal progetto.

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Il nodo del tunnel Patroclo e i costi per i club

Calabresi ha sollevato anche una questione economica precisa: lo spostamento del tunnel Patroclo, necessario per la realizzazione del nuovo stadio.

A suo giudizio, l'intervento dovrebbe essere sostenuto economicamente da Inter e Milan, senza ricadere sulle finanze comunali.

Va però precisato che, secondo il piano illustrato, il costo complessivo dello spostamento è stimato in 68,1 milioni di euro, a carico dei club, con una parte dell'importo coperta attraverso lo scomputo degli oneri di urbanizzazione.

Non sarebbe quindi corretto affermare che, allo stato attuale, l'intera opera sia finanziata direttamente dal Comune.

Il tema dello stadio resta così uno dei principali terreni di confronto politico in vista delle prossime elezioni milanesi.

Per Inter e Milan, che hanno già presentato il progetto del Generali Stadium, le posizioni di Majorino e Calabresi rappresentano un nuovo elemento di attenzione. Le dichiarazioni non modificano automaticamente gli accordi esistenti, ma confermano che il futuro dell'area di San Siro continuerà a essere al centro del dibattito cittadino.

Le parole di Calabresi

"Se diventerò sindaco di Milano mi siederò con le squadre per parlare. Alla luce di quello che sta succedendo alcune cose vanno ridiscusse".

"Il sindaco si è arrabbiato parecchio - ha ammesso Calabresi parlando della reazione di Giuseppe Sala sulle sue critiche sullo stadio -. Io ho detto tre cose, la prima che dobbiamo preoccuparci della salute del quartiere, dell'impatto ambientale della costruzione del nuovo stadio e della demolizione del vecchio. Oggi siamo in quella fase".

Il secondo punto "è che il quartiere non deve pagare un prezzo senza avere nessun tipo di beneficio, di ritorno", ha aggiunto e "lo dico senza che sia lesa maestà, voglio dire la mia". Ad esempio secondo Calabresi lo spostamento del tunnel Patroclo non deve essere pagato dal Comune ma dalle squadre.

"Allora dobbiamo accettare che tutto quello che è stato deciso debba rimanere immobile? - ha spiegato ancora -, le squadre vanno sfidate perché ci sia un impegno sul quartiere superiore".
Sul fatto di non abbattere San Siro, "non la penso come La Russa perché dico cose che lui non ha detto - ha rivendicato infine -. Sullo stadio dobbiamo essere laici".

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