Radja Nainggolan non ha mai smesso di far parlare di sé, fuori dal campo anche più che per le sue prestazioni da calciatore
VIDEO / Nainggolan, l'ultimo gol direttamente da calcio d'angolo nella Serie B belga
LE PAROLE DI SABATINI
E avanti con le incursioni in discoteca con Fabrizio Corona, ora ex amico ma all'epoca compagno di notti turbolente: ne rimane l'immagine del Ninja che mostra il dito medio a un tifoso che, in un locale, gli aveva ricordato i suoi doveri calcistici. Probabilmente avrebbero dovuto marcarlo stretto non gli avversari, ma chi lo gestiva o i dirigenti delle squadre in cui ha giocato, come provò a fare a Roma Walter Sabatini che del Ninja disse "gli voglio bene come a un figlio", tranne poi aggiungere che lo avrebbe voluto a casa "per per picchiarlo: è veramente incontrollabile. È anche un grande calciatore, ma è un 'delinquente', uno che se gli metti davanti 7-8 shottini se li scola tutti". Poi però finivano a fumare una sigaretta dietro l'altra insieme, il ds e il centrocampista belga che, un anno e mezzo fa con l'Anversa, è stato sorpreso a fumare una sigaretta elettronica.
Prima di lui lo aveva fatto, con una Gauloises, il grande Alfredo Di Stefano, al Real Madrid dove gli perdonavano tutto, un po' come a Nainggolan a Cagliari ("lì andavo a bere con gli ultras", disse) e a Roma, molto meno all'Inter. Nella Capitale la gente di fede giallorossa gli ha sempre voluto bene.
Chissà cosa avrebbe fatto con una vita da atleta regolare, è stata un po' ovunque la recriminazione. Ma così non sarebbe stato Nainggolan, il bad boy con la passione per il pallone, che pur di non smettere è andato a giocare nel calcio a cinque e perfino in Indonesia, paese di suo padre che ben presto ha abbandonato lui e la sorella Riana, calciatrice, omosessuale dichiarata e pioniera dell'outing.
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