L’edizione odierna de Il Giorno riporta l’aggiornamento che mette fine alla vicenda su cui ha indagato nei mesi scorsi la Procura di Milano
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È arrivata la parola fine sull’inchiesta arbitropoli. A riportare la notizia che era già nell’aria da settimane è l’edizione odierna de Il Giorno:
“Dopo la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Milano (dello scorso 14 luglio) per l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi e per l’Inter, a chiusura delle indagini preliminari condotte dal pm Ascione su una presunta frode sportiva (gli inquirenti non ravvisarono alcun «sistema strutturato» di interferenza, parlando di «mere illazioni» o «suggestioni senza base probatoria»), anche la giustizia sportiva segue la medesima rotta”, si legge.
Arbitropoli, anche la Procura Federale chiede l’archiviazione
Tutto come previsto, dunque. La vicenda portata avanti in maniera grottesca, condita dalle più sfrenate speculazioni, sta finalmente per andare in archivio. “La Procura Federale, dopo i 60 giorni di indagini condotti da Giuseppe Chinè e dal suo staff, ha chiesto l’archiviazione per la vicenda ‘arbitropoli’. Passate al vaglio intercettazioni e ascoltati come testimoni numerosi arbitri (mai coinvolti nell’inchiesta penale) per verificare eventuali «interferenze», ma nessun illecito sportivo è stato riscontrato dagli organi competenti.
Il procuratore Chinè, analizzando gli atti dell’inchiesta, pur ritenendo inopportune le colorite esternazioni da «tifoso» di Andrea Butti (ex team manager dell’Inter ed oggi dirigente della Lega Calcio di serie A) non ha riscontrato elementi in grado di provare «pressioni», «condizionamenti» o «ingerenze» nelle designazioni o nei confronti dei direttori di gara. Anche perché non risultano intercettazioni di dirigenti Inter con arbitri o designatori”, scrive ancora il quotidiano.
Resta invece aperto il fascicolo sulle presunte ‘bussate’ al Var. Sono indagati per presunta frode sportiva l’ex supervisore Gervasoni e i varisti Nasca e Di Vuolo oltre allo stesso Rocchi.
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