L'Argentina scende in campo per Gianni Infantino, e ancor più efficace sembra la partita del Messico a favore del n.1 Fifa
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L'Argentina scende in campo per Gianni Infantino, e ancor più efficace sembra la partita del Messico a favore del n.1 Fifa. Il presidente del calcio mondiale, dopo giorni di attacchi molto duri, comincia ad incassare endorsement pesanti, che ne consolidano la posizione e rilanciano - se mai erano crollate - le sue percentuali di successo alla prossima elezione, a marzo 2027.
Il quadro che emerge dalle prese di posizione delle ultime ore è di un'Europa che ha scelto lo scontro frontale, dopo il caso del piano finanziario per il Mondiale poi ritirato, ma senza alleanze forti da dar spazio a scenari di ribaltamento. "Noi chiediamo le dimissioni immediate di Infantino: visto il caos in cui ci troviamo, non può più essere la figura in grado di unirci", è la dura presa di posizione della federcalcio norvegese, attraverso le parole della presidente Lise Klaverness. Dal suo profilo X, l'ex presidente Blatter l'ha indicata come possibile candidata alternativa a Infantino, ma lei per ora si schermisce.
"Non siamo ancora a quel punto: ora si tratta di altre questioni, non di singoli individui. Sarebbe strano per me iniziare a rispondere a domande su di me, e questo vale per tutti". La Norvegia è tra le federazioni europee più agguerrita, nella battaglia a Infantino: dopo aver denunciato al comitato etico Fifa il caso Balogun, l'attaccante Usa la cui squalifica era stata revocata in vista della partita col Belgio dopo una telefonata Trump-Infantino, Oslo ha aggiunto altri due esposti all'organo di controllo, uno sul fallito piano Ffe e un altro sul Premio Fifa per la Pace a Trump.
Intanto, Infantino oggi è volato a Cali per l'insediamento del nuovo presidente eletto della Colombia, Abelardo de la Espriella, vicino a Trump. Ad accompagnarlo, il n.1 della confederazione sudamericana (Conmebol), il paraguaiano Alejandro Domínguez. Dal Sud America, dopo che ieri tutta l'Africa aveva dichiarato il suo appoggio al presidente in carica per un ultimo mandato, 'è arrivato il segnale dell'Argentina: l'Afa ha parlato a favore del presidente, riconoscendo gli errori del piano Ffe ma con la volontà di confermarlo alla guida del calcio mondiale.
"Vista la vicinanza del prossimo congresso Fifa, l'Afa ribadisce che la strada da seguire è quella di continuare a lavorare sotto la sua guida - si chiude la lettera aperta indirizzata a Infantino -, per continuare a sviluppare un calcio migliore e ancora più inclusivo". Ancor più significativo l'endorsement della federcalcio messicana, che spezza il fronte della Concacaf: il Nord e Centroamerica punta sul candidato canadese Montagliani, ma evidentemente senza unanimità con l'Asia critica ma non schierata apertamente (il Qatar è pro Infantino), la Concacaf al fianco dell'Uefa.
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