In Inter-Como i riflettori si accendono in mezzo e in particolare sul duello ad alta intensità tra Barella e Perrone
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In Inter-Como i riflettori si accendono in mezzo dove si decideranno le sorti della partita. I riflettori si accendono soprattutto sul duello tra Nicolò Barella e Máximo Perrone, due centrocampisti che rappresentano punti di riferimento fondamentali per Chivu e Fabregas.
"Barella è il giocatore più impiegato in campionato da Chivu. E già solo questo fa capire quanto sia importante per l’Inter. All’alba di questa stagione aveva detto che per lui era tempo di un calcio più “conservativo”, in realtà resta uno di quelli che in campo macina più chilometri. Gestisce, regala soluzioni, avanza, lancia l’esterno alla sua destra, cerca la sovrapposizione e poi un cross verso il centro o uno spiraglio per inserirsi. «Non ho più la brillantezza dei 23 anni» diceva, ma per quanto e come gioca non si direbbe", si legge sulla Gazzetta dello Sport.
"Quella, invece, è l’età di Perrone, il mediano che mette ordine davanti alla difesa di Cesc. Corsa, impostazione e recuperi, garanzia a destra, che sia con Milla o con Da Cunha. L’anno scorso ha vissuto la sua miglior annata in A perché oltre a un rendimento costante ha garantito anche 3 gol e 4 assist. Quest’anno in campionato è ancora a zero, ma nel repertorio c’è tutto, compresi i guizzi qualche metro più avanti ribaditi per ora in Champions (rete al Lipsia e sponda decisiva per Douvikas col Lens)".
"Barella invece si è già fatto sentire con un gol e due assist in Serie A. Due terzi del bottino sono stati festeggiati con la fascia al braccio, complice l’assenza di Lautaro. Capitano nato, leader che in campo parla tanto, dà indicazioni, carica e motiva. Compito delicato, non per tutti, ma che pure Perrone in qualche modo prova ad assolvere. La personalità anche a lui non manca. Lì in mezzo la testa conta quanto le gambe".
(Gazzetta dello Sport)
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