Beppe Bergomi si è raccontato durante il podcast "Sweat Dreams". Tante maglie, un solo club per quello che è letteralmente il simbolo dell'amore per l'Inter durato una vita. Ecco quanto raccolto da Fcinter1908.
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Gli allenatori dello Zio Bergomi
"Ho pianto per un solo allenatore, Gigi Radice. Un tecnico bravo, all'avanguardia, e con il passaggio di proprietà da Fraizzoli a Pellegrini, Pellegrini si era portato Castagner. I 5 anni di Trapattoni sono stati anni dove sono cresciuto, dove si è vinto di più, dove lotti sempre da protagonista. Un grande motivatore e una persona per bene. Devo tanto a Osvaldo Bagnoli. Un solo anno non ho fatto le coppe, l'anno di Orrico siamo andati un po' in difficoltà e avevo ricevuto alcune chiamate. Bagnoli mi chiese "Dove vuoi andare" gli dissi che non volevo andare da nessuna parte e lui mi disse "Per me sei il più forte" e da li ripartimmo e lo dico perchè tatticamente era avanti e ultimo Gigi Simoni. Nel calcio e nella vita ti danno delle etichette.

Gigi arriva e mi dice, io ne sento di tutti i colori per me siete tutti uguali, quello è il campo e gioca chi merita. Vinciamo la coppa Uefa, arriviamo secondi in campionato e nella finale di Parigi mi chiama Maldini che vuol portarmi al Mondiale. Ho preso da tutti qualcosa, da Bianchi a Hodgson. Con Roy ero infortunato, non giocavo, sono andato da lui a bussare e avevamo appena venduto Roberto Carlos. Gli dissi "mister io gioco a destra ma posso fare il centrale o giocare a sinistra". Non mi disse nulla e dopo due giornate mi mise a sinistra".
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