Le parole dell'allenatore nerazzurro al triplice fischio di Cagliari-Inter vinta dai Campioni d'Italia con un gol di Calhanoglu

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Cristian Chivu, allenatore nerazzurro, ha parlato ai microfoni dei cronisti presenti in sala stampa dopo la vittoria sul Cagliari in trasferta. Qui le sue considerazioni: "Il calcio è questo, bisogna capire i momenti e prendere quanto di buono fatto. Non siamo riusciti a chiuderla e quando crei così tanto poi perdi le distanze e ti disunisci. I calciatori volevano difendere perché hanno capito l'entusiasmo dell'avversario, così è nata questo tipo di partita. Oggi veramente abbiamo creato tanto, purtroppo non l'abbiamo chiusa e rischi anche di non portarla a casa. Siamo stati bravi a capire gli attimi di sofferenza. Nel finale qualche cuore poteva andare anche via, ma siamo riusciti a vincere che era la cosa più importante.

Cristian Chivu, allenatore nerazzurro, ha parlato ai microfoni dei cronisti presenti in sala stampa

Cagliari Calcio v FC Internazionale - Serie A 2026/27
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Jones è un jolly che può giocare nel ruolo di Calhanoglu? Non lo so. Di sicuro può giocare da interno, a destra o a sinistra. Può giocare largo, l'ha fatto anche a Liverpool. Da play abbiamo Calhanoglu, Zielinski, Stankovic, l'anno scorso abbiamo visto anche Sucic o Barella. Noi con i giocatori dalla tecnica squisita riusciamo anche a cambiare in base all'avversario.

Pavard? Io di lui non ho mai parlato, né quando se n'è andato o perché è successo qualcosa tra me e lui. Io so chi è Benji. C'è stata un po' di incomprensione su una scelta mia, un po' di quanto accaduto la stagione scorsa o in estate, ma non ho mai messo in dubbio il suo valore. Ho visto un giocatore con tanta voglia di riuscire a stare in questo gruppo, perché l'Inter è l'Inter, a Milano sta bene, gli è nata la figlia e si è sposato. Se in allenamento o in preparazione uno fa vedere le sue qualità, per me non c'è mai stato problema.

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Indicazioni più importanti? Prima di tutto, e qui mi riferisco a quelli che hanno fatto il mondiale, siamo costretti a metterli in condizione in partite ufficiali, ma si vede un po' di ruggine e mancanza di preparazione. Stones ha fatto ancora minuti, Calhanoglu ne ha fatti 60, Sucic altrettanti, Thuram 30, Akanji 70 e Lautaro 90. In questo momento siamo questi, dobbiamo fare certe scelte per averli tutti allo stesso livello. Dobbiamo prepararli al meglio, non possiamo aspettare la sosta. A volte dobbiamo anche avere la comprensione che la squadra può calare dal punto di vista estetico, ma loro sono importanti e al più presto saranno in condizione e pronti a dare il 100%".

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