C'è un paragone con la Formula 1 che racconta meglio di tanti numeri il cambiamento della rosa nerazzurra. E spiega perché Chivu oggi può sorridere.

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Le colpe inventate di Sucic e il vero imprescindibile dell'Inter. Mai rosa così completa?

Il campionato di Serie A è appena iniziato, il Mondiale di Formula 1 sta per concludersi. Eppure c'è un paragone che mi viene in mente quando penso alla fiducia che quest'anno si respira intorno alla rosa dell'Inter.

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C'è una scuderia in Formula 1, la Red Bull, che ha un fenomenale primo pilota, il migliore di tutti, quel Max Verstappen tornato a brillare negli ultimi gran premi. Ma da sempre, la scuderia austriaca fa fatica a mettere accanto all'olandese un secondo pilota all'altezza (non che questo dispiaccia a Max), malgrado gli ultimi progressi di Hadjar.

L'Inter ha la soluzione Mercedes al problema Red Bull

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Cosa c'entra l'Inter? C'entra. Negli ultimi anni, i nerazzurri hanno sempre avuto un undici importante, spesso il migliore. Ma non così spesso una rosa importante, almeno non a livello europeo. Le prime guide top, le seconde linee così così per questi livelli.

Quest'anno la musica sembra radicalmente cambiata, almeno in certi ruoli. L'Inter, che poteva essere paragonata alla Red Bull per la distanza tra prime e seconde linee, quest'anno sembra più la Mercedes di Toto Wolff.

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Un pilota che, a inizio anno, era super quotato (George Russell) e dietro di lui un giovane rampante: Kimi Antonelli. Ma ben presto, il giovane rampante si è preso gran premi e prime pagine. E ora si sta prendendo anche il Mondiale. Ma la Mercedes ha comunque due piloti di alto livello (e infatti vincerà anche il Mondiale costruttori).

Ecco, l'Inter di quest'anno sembra un po' la Mercedes. Alcune seconde linee si sono avvicinate sensibilmente ai titolari, in alcuni casi mettendone addirittura a rischio il posto. Ma comunque garantendo a Chivu ampia libertà di scelta. La prima guida Inter (l'undici titolare) non è così distante dalla seconda guida Inter (le presunte riserve).

I nomi sono presto fatti: in attacco Pio Esposito non sarà ancora al livello di Lautaro e Thuram ma è sicuramente credibile come titolare, più dell'anno scorso. A destra non si sa nemmeno chi sia il titolare tra Diouf e Spence. A centrocampo Sucic e Curtis Jones mettono grande pressione su Barella e Zielinski. In difesa, addirittura c'è Pavard come teorico ultimo della lista: un campione del mondo.

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Un inizio di stagione dirompente

Capitolo a parte merita Carlos Augusto: terzino, braccetto, ala di spinta. Il brasiliano, in odore di rinnovo, sta vivendo un inizio di stagione da favola. In campo è letteralmente dirompente, cattivo al punto giusto ma con la qualità di un brasiliano. Ormai l'etichetta di riserva è sbiadita quando si parla di Carlos, giocatore che non a caso era cercato sia dalla Roma che dalla Juve. Il prototipo della seconda guida che ormai è costante quanto la prima, tanto da poter sovrapporre le figure senza notare le differenze.

La rosa dell'Inter è perfetta? No. Ma è oggettivamente profonda. Due prime guide (le due teoriche formazioni) all'interno della stessa scuderia. Una scuderia guidata in maniera sapiente dal nostro Team Principal: Cristian Chivu.

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