Le parole di Pastore sulla filosofia di calcio dell'Inter di Chivu
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Durante la puntata di L'ascia raddoppia, il giornalista Giuseppe Pastore ha parlato del calcio dell'Inter e della prossima sfida con il Bologna:
"è una partita difficile perché il Bologna intanto è fresco, fresco, ha otto giorni, sette giorni di preparazione. È una partita che però conta di più per quello che l'Inter ha in mente. Per me l'Inter è una squadra, come ho detto lunedì e lo ripeto, che farà, non può fare, farà 90 punti almeno, perché ha delle risorse, una profondità di rosa e una qualità diffusa che è superiore a quasi tutte, la Roma magari con i infortuni.
E quindi la squadra, secondo me, è attesa a una grande risposta di nervi e di testa, col pensiero anche Inter-Shakhtar, partita da non sottovalutare, voglio sperare che l'Inter non la sottovaluti, perché vuol dire chiudere le chance di arrivare nelle prime otto.
Però è una partita che avrà secondo me un punto cieco, come quando si fa con le curve, perché l'Inter il punto cieco è di se stesso. Stiamo qui a dire, non tanto noi quanto il mondo che gira, anche commentatori autorevoli, che deve fare qualcosa, che non si può giocare così alti, abbassiamoci, come fece Conte nel 2020, che arrivò ultimo nel girone...
Se prendo la rosa dell'Inter, l'Inter ha perso due grandissimi difensori bassi, non nel senso della statura ma di gestione, come Acerbi e De Vrij, e volutamente immagino non li ha sostituiti con altrettanti. Non ha preso Vazquez del Genoa o il Cuti Romero, che peraltro ha cercato, sarebbe stato... ha preso Stones, che peraltro è sfortunato, che ha una storia diversa. Ha detto punto sulla crescita di Bisseck, mi tengo Pavard, uso Carlos Augusto magari come... ha fatto scelte verso un modo di intendere anche la fase difensiva più alto, più aggressivo, più europeo, quello che ci diciamo da mesi.
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