Football Benchmark mette a confronto i due club alla vigilia della Champions: ricavi, stadio, sponsor e crescita globale raccontano due dimensioni diverse
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Real Madrid-Inter non è soltanto una delle grandi sfide della prima giornata di Champions. È anche il confronto tra il club che oggi vale più di tutti al mondo e quello con la valutazione più alta del calcio italiano.
I numeri riportati dalla Gazzetta dello Sport, sulla base delle ultime stime di Football Benchmark, rendono subito l’idea: 7,7 miliardi di euro di enterprise value per il Real Madrid, 2,1 miliardi per l’Inter.
Una distanza enorme, che racconta forse meglio di qualsiasi classifica quanto il calcio italiano debba ancora recuperare terreno rispetto alle società che hanno saputo trasformarsi in brand realmente globali.
Vent’anni fa erano quasi alla pari
Il confronto con il passato è ancora più impressionante. Nella stagione 2002-03, quella in cui Milan e Juventus arrivarono in finale di Champions e l’Inter si fermò in semifinale, il Real Madrid fatturava 193 milioni di euro. I nerazzurri erano poco dietro, a quota 162 milioni.
Da allora le due strade si sono separate. Nel 2024-25 il fatturato del Real è arrivato a 1,161 miliardi, mentre quello dell’Inter si è fermato a 546 milioni. Madrid ha quindi moltiplicato la propria capacità di generare ricavi a una velocità che nessuna società italiana è riuscita a seguire.
Bernabeu-Meazza: 360 milioni contro 90
Una parte importante del divario passa inevitabilmente dallo stadio. Il nuovo Bernabeu ha prodotto nell’ultima stagione circa 360 milioni di euro di ricavi, quattro volte i 90 milioni generati dal Meazza per l’Inter.
Nerazzurri e Milan hanno appena compiuto un passo fondamentale acquistando l’area di San Siro, ma la nuova casa resta un progetto da realizzare. La road map dei due club indica il 2031 come orizzonte per l’inaugurazione e l’Inter punta, con il nuovo impianto, a raddoppiare gli attuali ricavi da stadio.
È uno dei passaggi considerati indispensabili per provare ad avvicinare i grandi club europei.
Il Real ha quasi mezzo miliardo di follower
Poi c’è quello che ormai può essere considerato lo “stadio virtuale”: la platea globale raggiunta attraverso social, contenuti digitali e nuove piattaforme.
Il Real Madrid sfiora il mezzo miliardo di follower, mentre l’Inter ha appena superato quota 100 milioni.
La distanza resta enorme, anche se il dato nerazzurro è in forte crescita: +20% in un anno, secondo la Gazzetta la migliore performance registrata tra i top club. E quella maggiore esposizione internazionale si traduce inevitabilmente anche in contratti commerciali più ricchi.
Maglia Real da 240 milioni, Inter a 72
La sola maglia da gara del Real Madrid vale circa 240 milioni di euro a stagione, mettendo insieme gli accordi con Emirates, HP e Adidas.
Per l’Inter, sommando Betsson, BBVA, U-Power e Nike, si arriva invece a circa 72 milioni.
Anche qui il rapporto è superiore a tre a uno. Eppure c’è un terreno sul quale, pur partendo da dimensioni completamente diverse, Real e Inter stanno seguendo una strada simile.
Real e Inter, la parola comune è utile
Il Real Madrid ha costruito negli anni un modello capace non soltanto di produrre ricavi enormi, ma anche di mantenere i conti in equilibrio.
Da quando Florentino Perez è diventato presidente per la prima volta, nel 2000, il club ha sempre chiuso l’esercizio in utile. Il bilancio 2025-26 ha registrato un profitto di 26 milioni, il ventiseiesimo consecutivo.
Anche l’Inter di Oaktree sta andando nella stessa direzione, seppure su una scala diversa.
Dopo i 35 milioni di utile del 2024-25, il club nerazzurro si prepara infatti a chiudere in positivo anche il 2025-26. Un risultato reso ancora più significativo dal fatto che, rispetto alla stagione precedente, sono venuti meno circa 115 milioni di ricavi straordinari legati alla finale di Champions e alla partecipazione al Mondiale per Club.
L’Inter ha continuato a tagliare i costi
Il parallelo riguarda soprattutto la disciplina sui costi.
Al Real, tra il 2018-19 e il 2025-26, i ricavi sono cresciuti del 61%, mentre i costi sportivi — stipendi e ammortamenti — sono saliti soltanto del 37%. Il rapporto tra salari e fatturato è così sceso al 46%, sotto la soglia del 50% considerata di eccellenza.
L’Inter arriva da una storia differente. Le difficoltà finanziarie degli ultimi anni della gestione Zhang avevano già obbligato il club a ridurre la spesa, e con Oaktree la linea non è cambiata.
La dirigenza guidata da Beppe Marotta ha continuato a razionalizzare i costi, mentre il rifinanziamento del bond a condizioni migliori ha permesso di ridurre anche il peso degli oneri finanziari.
La distanza dal Real, sul piano della potenza economica, resta gigantesca. Ma c’è un dato che racconta bene il percorso compiuto dall’Inter: oggi il club più ricco d’Italia riesce a presentarsi ai massimi livelli europei senza rinunciare all’equilibrio dei conti.
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