L'argentino è destinato a cambiare maglia prima della fine del mercato: voluto da Inzaghi, non è riuscito a brillare

Un caso più intricato del cubo di Rubik. Così La Gazzetta dello Sport definisce la situazione di Joaquin Correa, tornato all’Inter dopo il prestito al Marsiglia e fuori dai piani tattici del club nerazzurro.

“Due stagioni di prove e controprove non sono serviti, e adesso il Tucu – dopo un’annata storta tra le fila del Marsiglia – se ne sta in un angolo in attesa che qualcuno lo riprenda”.

Correa
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Un problema da 6,5 milioni di euro lordi, percepiti nell’ultimo anno di contratto. Correa piace all’AEK Atene, in Grecia, e ad alcuni club dell’Arabia Saudita, che però a momento non si sono fatti avanti.

Correa

Un gol contro il Lugano, poi due apparizioni poco brillanti contro La Palmas e Pisa.

Pagato più di 30 milioni alla Lazio per 10 gol in 77 partite, l’argentino stregò tutti al debutto con due reti al Verona, prima di confermarsi discontinuo, umorale e un filo timido.

Correa
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“Si può dire che Correa sia stato un abbaglio, un colpo a effetto mai concretizzato”.

A volerlo a Milano fu Inzaghi:

“Gli ha teso la mano una sera d’estate dopo averlo visto brillare accanto a Immobile. Sperava di replicarlo a Milano con Lautaro, ma dopo due stagioni i piani alti hanno detto “no, guardiamo altrove”. E ora è diventato un problema da sette milioni, ovvero il suo ammortamento a bilancio (il suo costo si aggira intorno ai 32 milioni)”.

L’ultimo gol in carriera risale a più di un anno fa, il 19 aprile 2023: era l’anno della finale di Champions persa contro il City.

Correa
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Poi l’anno scorso 12 presenze senza gol con il Marsiglia, che non lo ha riscattato.

Ora l’Inter cerca acquirenti. “Qualcuno disposto a risolvere il cubo ci sarà.” Conclude al Rosea.

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