L'Inter ha un tesoretto da investire e sta valutando su quale ruolo puntare. Per Romero manca l'accordo col gicotore

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Ufficializzato Stones, il mercato dell'Inter in difesa potrebbe non essere terminato. E il nome di Romero continua a essere di grande attualità.

Cristian Romero
Getty Images

"Stones è un inizio e un indizio: le Pietre della difesa possono essere due. Anche la seconda può arrivare dall’Inghilterra, nei giorni in cui l’Inter sta cominciando il tour in un’ex colonia britannica. Bisogna solo stare attenti quando si attraversa la strada, sul mercato come nella vita di Hong Kong, perché le regole inglesi sono diverse dal resto del mondo: si rischia di fraintendere la parola “investimento” guardando dalla parte sbagliata. E così Marotta e Ausilio, che non hanno seguito la squadra in Cina, hanno stabilito una strategia precisa: comprano se e quando il prezzo è congruo. Altrimenti aspettano. Questo spiega la frenata per Cristian Romero, per il quale l’accordo con il Tottenham era vicinissimo prima ancora della chiusura per Stones: questioni economiche nella discussione sull’ingaggio hanno congelato l’operazione. In sostanza le richieste del giocatore avrebbero fatto saltare gli equilibri dello spogliatoio e non potevano essere esaudite. Si sussurra che dietro al rilancio si nasconda la voglia di Romero di giocare in Spagna, dove lo aspetta l’Atletico Madrid degli argentini. Ma finché il trasferimento non viene definito, c’è speranza in casa Inter. È bastato un confronto con De Zerbi, l’allenatore italiano del Tottenham, per comprendere che non ci fossero preclusioni da parte del Tottenham alla cessione. Di Romero e persino di Spence, l’esterno della nazionale inglese cercato nelle ultime settimane da Ausilio. Si tratta solo di mettersi d’accordo sulle cifre", scrive La Gazzetta dello Sport.

Romero

Spence

"Ecco, è il momento di ricordare che l’Inter in questa sessione ha incassato 34 milioni per Dumfries, Akisanmiro, Sebastiano Esposito e Carboni e ne ha spesi 38 per riscattare Akanji e Stankovic. Oaktree aveva stabilito che al netto delle cessioni potevano uscire circa 50 milioni: non serve neppure spenderli tutti, quindi, per Romero o Spence. Qui dipende anche dalla scelta di rinforzare la fascia, dove oggi Diouf è un’intrigante soluzione ma non una sicurezza, più della difesa, che ha intanto riabbracciato anche Pavard e nei numeri è a posto. Ci vuole un po’ di pazienza, anche qui: il mercato dura un altro mese e lo scorso anno consentì l’accesso al miglior colpo, appunto Akanji in prestito, soltanto il primo settembre", aggiunge Gazzetta.

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