ESCLUSIVA Mandorlini: “Inter, puoi vincere. Icardi? Non se ne poteva più! Basta parlare di Wanda”

ESCLUSIVA Mandorlini: “Inter, puoi vincere. Icardi? Non se ne poteva più! Basta parlare di Wanda”

FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva l’ex libero nerazzurro

di Marco Macca, @macca_marco

L’attesa è tanta, sempre crescente. Con l’acquolina per vedere come andrà a finire. Perché sì, dopo anni, l’Inter e i suoi tifosi sono tornati a sperare. Di stupire, di gioire, di regalarsi un trofeo e un altro ciclo vincente. Beppe Marotta (dietro la scrivania) e Antonio Conte (in panchina) hanno ridato speranza al popolo nerazzurro, che ora sogna una nuova era gloriosa. Le premesse ci sono tutte: dal mercato di alto livello, comprese le cessione dei giocatori ritenuti problematici per l’atmosfera e la compattezza di spogliatoio, al campo, che ha regalato due vittorie in altrettante uscite stagionali. Ora, alla ripresa dopo la sosta per le nazionali, iniziano gli esami: arriva il primo tour de force della stagione, partendo dall’Udinese e finendo alla Juventus, passando per la Champions League. FCInter1908.it ne ha parlato in esclusiva con Andrea Mandorlini, uno che di Inter ne sa eccome.

Allora mister. Due vittorie su due: l’Inter di Conte è partita bene. Le piace questa squadra?
Le aspettative sono tante. Ovviamente siamo solo alle prime partite, ma era importante partire bene. E’ una squadra che mi piace, perché è arrivato un allenatore vincente ed è stato fatto un mercato di alto livello, con giocatori importanti. Mi piace, ma bisogna aspettare almeno 5-6 partite per vedere i veri valori. Anche se le squadre che lotteranno fino alla fine sono quelle: Juventus, Inter e Napoli.

Nonostante le difficoltà della partita di Cagliari, il gruppo ha mostrato lucidità e solidità nei momenti complicati. Si è già visto un cambio di mentalità rispetto al passato?
Un po’ credo che si sia già visto. Il campionato italiano non sarà troppo spettacolare, ma è difficilissimo, anche su campi come quello di Cagliari. Bisogna essere in partita sempre, anche se si è una squadra tecnicamente più forte. Le difficoltà ci sono state, ma sono state superate grazie alla mentalità portata da Conte.

Conte in panchina si è mostrato totalmente calato nella realtà Inter, nonostante i trascorsi che hanno fatto discutere più di qualche tifoso.
Sono cose che si sentono e che si dicono, ma sinceramente le trovo solo folkloristiche. Noi interisti abbiamo bisogno solo di qualcuno che ci porti a vincere. Io ho vinto con Trapattoni che, prima di arrivare a Milano, ha trionfato per 10 anni con la Juventus. Io non guardo a queste cose. Conta la sostanza e, nel caso di Conte, credo sia tanta roba.

Quanto è distante questa Inter dalla Juventus vista nella prima ora di gioco contro il Napoli? Lo Scudetto è un sogno o un obiettivo?
Se giochi nell’Inter e c’è quella campagna acquisti, perché non puntarci? Certo, è un po’ di anni che partiamo con certe ambizioni e poi durante il campionato ci perdiamo. Ma quest’anno abbiamo tutto per competere. La Juventus magari ha ancora qualcosa in più, però tutto può cambiare da un momento all’altro, restando lì competitivi fino al termine della stagione.

Alla ripresa fino alla sfida contro la Juventus l’Inter giocherà ogni tre giorni tra campionato e Champions League, giocando contro Milan, Lazio, Barcellona. E’ già un mese importante per capire di che pasta è fatta questa squadra?
Assolutamente sì, anche se anche le prime due partite lo sono state. In questa stagione gli esami gli esami non finiranno mai, e nel prossimo mese e mezzo ci saranno partite talmente importanti che di sicuro ci sarà un primo resoconto di cosa potrà rappresentare questa stagione per l’Inter.

Quante possibilità dà all’Inter di passare il turno in Champions League?
Visto così, sicuramente non siamo stati molto fortunati. Ma le partite bisogna sempre giocarle e credo che l’Inter quest’anno non parta battuta contro nessuno, soprattutto per il cambio di passo nella mentalità. Le altre potranno avere anche qualcosa in più dal punto di vista tecnico, ma quest’anno ce la giocheremo con tutti.

Se Sensi ha iniziato alla grande, non lo stesso si può dire per Barella. Lei nell’84’ arrivò all’Inter dall’Ascoli. Quanto è difficile un cambio di piazza così importante? Riuscirà presto a imporsi in nerazzurro?
Magari Sensi è partito meglio, ma già parlare ora di difficoltà è presto. Quando arrivai dall’Ascoli, prima di conquistare a pieno l’Inter ci ho messo quasi tre anni. Non è facile, ma le qualità ci sono. Serve pazienza, devono averla anche i tifosi. E’ un ragazzo giovane, con tante qualità.

Alla fine, Icardi ha lasciato l’Inter. E’ stata la soluzione più giusta?
Secondo me sì. Dispiace, perché ha fatto tanti gol, ma ormai non se ne poteva più. Era più un Wanda Nara che tutto il resto. Basta. Giusto prendere un’altra strada, anche per il ragazzo, che è andato a giocare in un club importante. Basta. Si chiude una storia e se ne apre un’altra.

Da allenatore, quanto sarebbe stato difficile lavorare con tutte quelle chiacchiere su un giocatore che non rientra nel progetto? Avrebbero potuto creare problemi alla stagione?
Sì, poteva crearli, ma società e allenatore sono stati chiari fin dall’inizio, senza mai cambiare idea. Credo che la società abbia avuto sempre una stessa linea, che è stato fondamentale anche per l’allenatore.

Anche perché la società ha mantenuto le promesse sul mercato, soprattutto in attacco. Le piacciono Lukaku e Sanchez?
Mi piacciono, anche se non hanno fatto benissimo a Manchester. Ma ogni storia ha un suo perché. A me la qualità dei giocatori piace, c’è anche Lautaro. Forse, avrei provato anche con qualche soluzione diversa rispetto al 3-5-2, in grado di permettere alla squadra di cambiare modulo a stagione in corso, però Conte è più bravo di me e se ha fatto queste scelte avrà i suoi motivi.

Mister, c’è stata in estate la possibilità di rivederla in panchina? Quando rivedremo allenare Mandorlini?
Ci sono state delle proposte in Serie B. Ora sono libero, qualche giorno fa ho risolto il contratto con la Cremonese. Sono libero e aspetto. C’è sicuramente tanta voglia di tornare. A Cremona eravamo partiti bene, purtroppo anche il nostro lavoro è fatto di contatti e io ne avevo di sbagliati. Mi è andata male.

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