Il commento dell'ex allenatore dello svedese alla notizia del suo rientro al Milan da manager dopo l'addio al calcio giocato

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VIDEO / Cardinale è rimasto a Milano: Ibra e nuovo stadio sul tavolo

Zlatan Ibrahimovic è tornato al Milan. Lo svedese rientra nel club con un ruolo da consulente non ben specificato, ma è facilmente ipotizzabile che anche nella gestione sportiva avrà modo di dire la sua. Ne ha parlato Fabio Capello in una intervista concessa alla Gazzetta dello Sport: «Potrà suonare strano, ma stavolta dovrà riuscire a essere umile in un ruolo che per lui sarà completamente nuovo».

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Capello, essere stati grandi campioni aiuta a diventare grandi manager?

Sono due percorsi troppo diversi, non c’è una conseguenza automatica. Se prima Ibra sceglieva il meglio per se stesso, lavorando in gruppo deve saper scendere a qualche compromesso, senza egoismi. “Si fa così e basta” può dirlo solo chi comanda davvero, e cioè il proprietario del club. E in certe decisioni influiscono tanti aspetti, alcuni dei quali per lui saranno nuovi: tenere conto dei bilanci, per esempio».

Stavolta il suo consiglio qual è?

Dovrà mantenere la sua personalità e il coraggio di assumersi le responsabilità. In questo non deve cambiare. Ma anche usare l’intelligenza che ha per sapersi adeguare al ruolo. Sapere dove e quando intervenire per fare il bene di tutti, aprendosi al confronto».

Da allenatore del Milan sarebbe contento di ritrovare Zlatan in qualità di “Senior Advisor”?

capello sky

Ibra è certamente una figura ingombrante, positiva da giocatore per il Milan e per lo stesso Pioli, i risultati lo hanno dimostrato chiaramente. Oggi però la realtà cambia e parecchio. Se la domanda è: “Con lui Pioli si sentirà meno solo”? La risposta può essere sì, specie se i confini saranno ben definiti oltre tutta la diplomazia che ha accompagnato il suo ritorno. Allo stesso modo è l’aspetto che più mi preoccupa: una figura che potrà relazionarsi con la squadra non oscura la leadership dell’allenatore nei confronti del gruppo? Dopo l’addio di Maldini e Massara la proprietà ritiene che Pioli sia andato meno bene e che per questo abbia bisogno di un “collaboratore”? A un allenatore serve mantenere una credibilità totale verso i suoi interlocutori».

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