Il nuovo difensore dell'Inter racconta le ultime ore di mercato fino all'arrivo a Milano dove indosserà la maglia dell'Inter

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GUARDIOLA, IL CITY E IL FUTURO

Per tre anni è stato titolare al City, Guardiola l’ha sempre elogiata. Poi all’improvviso la panchina. Quanto l’ha spiazzata?

Questo è il calcio: oggi è in un modo, domani può cambiare tutto. Soprattutto ad altissimo livello. In rosa c’erano sei centrali, nel sistema di Guardiola ne giocano due. E su quel ruolo si fanno pochissimi cambi in partita, quindi eravamo troppi.

Manchester City v Club Brugge KV - UEFA Champions League 2024/25 League Phase MD8
MANCHESTER, ENGLAND - JANUARY 29: Pep Guardiola, Manager of Manchester City, celebrates victory with Manuel Akanji of Manchester City after during the UEFA Champions League 2024/25 League Phase MD8 match between Manchester City and Club Brugge KV at City of Manchester Stadium on January 29, 2025 in Manchester, England. (Photo by Carl Recine/Getty Images)

Guardiola le ha spiegato la sua situazione?

Sì, ci ha detto chiaramente che due avrebbero giocato, due sarebbero andati in panchina e per gli altri sarebbe stato complicato. Non è stato bello da sentire, perché io ho sempre la pretesa di stare in campo.

Perché ha preferito altri e non più lei?

Questo dovrebbe chiederlo a lui.

Quanto la rattrista la fine improvvisa di tre anni di successi con Champions, campionati e tantissimi minuti giocati?

Non parlerei di delusione. È solo difficile realizzare di non far più parte della famiglia City: dentro di me mi sento ancora un loro giocatore. Anche perché lunedì a Milano non ho incontrato nessun nuovo compagno, visto che non c’erano allenamenti e tutto è stato velocissimo. A Manchester io e la mia famiglia ci siamo trovati benissimo, ci mancherà la vita lì. Ora però devo adattarmi a nuovi metodi, un nuovo allenatore, nuovi compagni e un nuovo sistema. Mi piacerebbe anche salutare di persona i compagni del City, magari con una cena insieme. Non sarà facile incastrarlo con il calendario fitto di partite, ma ci tengo molto.

Non pensa quindi a un ritorno al City dopo il prestito annuale?

È troppo presto per dirlo. Ora penso solo al presente: il fatto è che sono in prestito all’Inter, teoricamente il ritorno è possibile.

(watson.ch)

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