Lunga intervista concessa da Cristian Chivu, tecnico dell'Inter, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: ecco le sue dichiarazioni
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IL FUTURO
Quando dice “migliorarsi”, si riferisce ai risultati o a qualcosa che vuole vedere in campo?
"Mi riferisco all’evolversi. Ad accettare l’evoluzione. A uscire dalla zona comfort e accettare di ripartire da zero. Queste sono cose sulle quali lavoreremo sempre, ma ciò che mi fa ben sperare è che questo gruppo da sei anni viaggia sempre ad alto livello. E, vi assicuro, rimarrà là ancora: i miei sono uomini che mettono la faccia, che ci provano sempre e vogliono dimostrare che i cicli possono continuare. Ed evolversi, appunto".
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Il suo ciclo si evolverà nella Champions, dunque?
"Io andrei cauto con certe ossessioni, si parla troppo di questa coppa. Dobbiamo accettare la nostra realtà e quella degli altri Paesi. È ovvio che abbiamo ambizioni, ce lo impone la nostra storia, ma partirei piano piano e credo che il primo obiettivo in Europa sia qualificarsi tra le prime otto nel girone e arrivare agli ottavi. Ricordiamoci che ci sono squadre che spendono mezzo miliardo per vincere la Champions e non ce la fanno, anzi magari escono ai quarti o agli ottavi. E ce ne sono altre come l’Inter degli anni scorsi arrivata in fondo facendo le cose bene".
Significa che si può colmare il gap economico con le idee?
"Per vincere servono tante cose: idee e, soprattutto, giocatori. Perché sono i giocatori, in fin dei conti, quelli che fanno la differenza. Tutti parlano di progetti, ma a tenere in vita una società sono sempre i risultati. Oggi magari partono favoriti i top club in grado di comprare i giocatori che 'spostano', che fanno la differenza, ma noi dobbiamo essere diversi da loro. Bisogna accettarlo: in questo momento nessuna squadra italiana è in grado di fare quello che fanno le inglesi. Ciò non significa che non faremo di tutto e di più per provarci".
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