È una cosa che volevamo aggiungere alle qualità di questo gruppo. Era una cosa che si poteva fare, l'avevamo già mostrato prima di novembre col Como, col tempo poi l'abbiamo perso perché subentra l'effetto di giocare ogni 3 giorni. Ci tenevo a farla, convincerli che ci sono più possibilità quando si va ad aggredire gli avversari così da trovare un blocco difensivo non pronto perché pensano alla costruzione del gioco.
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Non è l'idea di andare forte per recuperare palla ma quant'è la disponibilità ad andare al duello, si va lì a far fallo o a sporcare la palla, sono questi tre concetti che ho sempre ribadito alla squadra e non è semplice.

I nostri centrocampisti sono tre numeri 10, chiedere a Zielinski di andare a duello e avere il coraggio di prendere magari una botta non è semplice ma ho avuto la disponibilità loro fin da subito. Io voglio dominare le partite, con o senza palla. Tutti sanno come si gioca ma nessuno sa l'impatto che arriva nei duelli. La chiave è non accontentarsi mai, ci sono momenti in cui abbiamo speculato e abbiamo perso partite.

Il pressing al portiere del Como? Un 3 contro 2 in 50 metri sono sempre favoriti loro. L'avevano fatto nel passato, abbiamo visto qualche filmato di una squadra tedesca che è stata la prima ad usufruire di questa uscita. 2 giocatori in costruzione più il portiere e tutti gli altri a centrocampo sfruttando che non c'è il fuorigioco sulla rimessa dal fondo. E' un 3 contro 2 a campo aperto: come facciamo a togliere questo perché sono sempre favoriti? Butez è un altro numero 10. Abbiamo detto "pressiamo il portiere".

E' stata una cosa discussa e poi si va. Male che vada poi loro avrebbero dovuto lanciarla lunga, bisogna poi mettere i giocatori rimasti a difendere in condizione in cui uno deve difenderne due, bisogna trovare la posizione giusta e vincere quel duello in caso di palla lunga. L'importante è come pressi, è chi fa la pressione, devi scegliere anche quello ma si sono divertiti. Quando abbiamo provato in allenamento, nessuno mi ha detto "eh mister, siamo in uno in meno". Hanno detto che era la mentalità che volevano avere sin da subito e si va senza vedere i fantasmi e accettare il fatto che fa parte del gioco, poi ho detto che la responsabilità è mia.
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