Di mestiere fa il farmacista e faceva l'arbitro fino a che non è stato dismesso nella stagione 2023-2024. Pasquale De Meo era un'assistente e Il Giornale ha raccontato: «Il mio è stato un autentico calvario e comincia esattamente la sera del 7 aprile 2023 quando mi ritrovo, a fine della partita Milan-Empoli, nello spogliatoio di San Siro dove riceviamo la visita dell'osservatore Puglisi addetto

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L’ex assistente De Meo: “Orsato mi disse ‘cancella il mio numero’. I colleghi non mi parlavano”
a dare il voto agli assistenti. Mi anticipa un giudizio molto positivo e successivamente, nel corso della conversazione, comincia ad esprimere giudizi polemici "nei confronti di Torino" con riferimento specifico ad Alfredo Trentalange (all'epoca presidente Aia; ndr) e a Stella, altro torinese, designatore degli osservatori lamentando un ridotto utilizzo. Tornato a casa segnalo alla mia associazione, come prescrive il codice etico interno, il colloquio. E da quel momento finisco nel tritacarne».

«Ricevo - ha spiegato ancora l'ex assistente - all'epoca una telefonata da Orsato nella quale mi dice: "Cancella il mio numero dal tuo telefono!". Mi trattano come fossi una spia. Rocchi poi mi spedì dei compiti da fare a casa, delle risposte da fornire a dei video-quiz inoltrati viaia mail. Io ero al lavoro e impossibilitato a rispondere subito, nelle due ore fissate come tempo massimo dalla stessa Can. Da qui una lettera di richiamo severa firmata da Rocchi. In quel periodo siamo a fine stagione, ho una votazione molto alta in graduatoria e non posso essere dismesso. Per questo mi confermano per la stagione successiva».

«L'anno dopo invece ricevo designazioni di serie B segnate da votazioni molto basse e di fatto chiudo la carriera. A Coverciano ho ricevuto un richiamo davanti a tutti i colleghi da parte di Rocchi per aver utilizzato un NCC che secondo il designatore non era convenzionato. E io ho risposto: "Dovevate dirmelo". Sono stato sospeso un mese. Avevo inviato tutti gli incartamenti alla Procura sportiva ma ho ricevuto notifica di archiviazione. Il messaggio di solidarietà a Rocca? Perché io e lui abbiamo vissuto la stessa condizione. Siamo stati emarginati durante i raduni, nessuno dei colleghi ci parlava più, solo in privato ci arrivava qualche messaggio riservato. Io ho deciso di essere libero e di andare avanti», ha detto ancora.

E sulla bussata di Udinese Parma ha aggiunto poi: «Non ho mai assistito di persona a cosa succedeva a Lissone ma alcuni miei ex colleghi parlavano di codici convenzionali con i quali si interveniva durante lo svolgimento delle partite dinanzi ai video di Lissone. Erano stabiliti ogni settimana durante i raduni. Uno per esempio era quello del "sasso-carta-forbice"».
(Fonte: Il Giornale)
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