L’ex attaccante promuove il ritorno del ct azzurro e racconta il rapporto speciale con Simone Inzaghi: “Dal punto di vista umano è unico”

Scegli Fcinter1908.it come tuo sito preferito su Google: clicca qui

Intervistato dal Corriere della Sera, Ciro Immobile torna sul suo addio al calcio giocato. L’ormai ex attaccante spiega i motivi che lo hanno spinto ad appendere gli scarpini al chiodo. «Quando hai una Rolls Royce e ti accorgi che non corre più come prima devi arrenderti. Questo mi è successo veramente. Mettiamoci anche la vanità di non voler lasciare un ricordo di me non bello. Ho dato e ricevuto tanto dal calcio, fermarsi è una questione di rispetto verso te stesso e verso chi ti guarda».

immobile (2)
Getty Images

Si sta riappassionando all’Italia dopo tre mondiali mancati?

mancini immobile

«Mancini è stata la scelta migliore, tutti si stanno accorgendo che non è un déjà-vu o, peggio, un amarcord. Lui ha la capacità di creare gruppo, non arriva nello spogliatoio o in allenamento a incasinarti la testa. Cerca qualità morali, sa che sono importanti come quelle tecniche. All’Europeo la forza era rappresentata da molti giocatori che erano capitani nei loro club di appartenenza, e fu una spinta sul fronte dell’esperienza. Oggi ha convocato i ragazzi, ha dimostrato di avere fiducia, li ha caricati. Motivati. Nessuno si tirerà indietro, i risultati del cambiamento sono già visibili. Coinvolge tutti alla stessa maniera, è riuscito a unire attorno a una causa comune. Il campo è soltanto loro. Le polemiche, tutte, restano fuori».

Perché sta funzionando con i giovani?

«Semplice: non ci sono prime donne o se ci sono sanno che partono tutti alla pari».

Getty Images

L’allenatore da cui ha avuto di più?

«Simone Inzaghi, dal punto di vista umano soprattutto, è unico. Ci siamo frequentati anche con le famiglie».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti