Lunga intervista concessa da Giovanni Malagò, attuale commissario della Figc, ai microfoni di Repubblica. Tanti i temi affrontati

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MALAGÒ E LA POLITICA

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Lunga intervista concessa da Giovanni Malagò, attuale commissario della Figc, ai microfoni di Repubblica. Tanti i temi affrontati, da Maldini e Guardiola a Pirlo e il futuro della Federcalcio.

Giovanni Malagò, lei è il commissario di se stesso.Continuano a chiamarla presidente anche negli eventi. Una storia tutta italiana.
«È una vicenda che si fa fatica a spiegare al di fuori. Sono persino oggetto di vignette. Qualcuna, lo ammetto, mi ha divertito». Quale? «Io commissario che parlo con il me stesso presidente. Ho avuto l'onore, e non è da tutti, di essere imitato da Crozza, che indubbiamente fa molto ridere. Non puoi che accettarlo e per certi versi anche ringraziarlo».

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Cento giorni di presidenza, ora il commissariamento per tornare al voto dove lei punta a farsi rieleggere. Si riparte dal via.«Per alcuni è stata la soluzione migliore, per altri la meno peggio, per qualcuno un compromesso all'italiana. Per me, un modo di uscire da un tunnel. Ho accettato per evitare una spaccatura totale nel Coni. Fossimo andati al voto in Giunta, pur ritenendo che avrei avuto un certo vantaggio, non ci sarebbero stati vincitori né vinti».

malagò, presidente della figc
Getty Images

Dopo le elezioni di giugno si è sentito abbandonato dalla sua maggioranza? «No, mai. Né mi abbatto se ci sono rumors su questo, che sono anche magari corrispondenti alla verità. Prendo atto che ci siano delle resistenze, da parte di soggetti che hanno storie importanti alle spalle, ma con il dialogo si può creare persino condivisione».

Abete, il suo ultimo sfidante, non si ricandiderà. Al voto del 14 dicembre lei si immagina candidato unico? L'opposizione lavora su Galliani.«Non lo so. Però l'auspicio è che la mia candidatura continui a compattare, come è stato a giugno, un mondo che per anni ha vissuto di divisioni, anche molto forti».

Sarà il candidato della Serie A? A giugno aveva 19 club a favore su 20.«Sarebbe bello ripartire da quel numero. Sto chiamando tutti i presidenti uno per uno, ne ho sentiti già tredici e tutti mi garantiscono il loro sostegno».

Malago

Nel frattempo si tessera? «Sarò dirigente accompagnatore dell'Aniene in Serie D di calcio a 5. Mi dimetterò se sarò eletto».

Ma l'agenda Figc è ferma.«Contesto. Abbiamo sdoganato la Lega professionistica di Serie A Women. Vedrete a brevissimo l'ufficializzazione di altri nuovi partner Figc, anche perché sennò qui i conti non quadrano. E ci sarà un progetto di riqualificazione per riportare Coverciano a essere un'eccellenza nel mondo».

La Figc a breve dovrà scegliere 5 stadi per Euro 2032.«Ci sono 13 città con 14 impianti, uno già pronto, della Juve, e gli altri in arrivo: un'occasione unica. Il commissario Sessa sta facendo un ottimo lavoro, con enti locali e governo siamo totalmente allineati. Dietro c'è uno sforzo mostruoso. E possiamo puntare all'Europeo femminile del 2033 coinvolgendo anche altre città come Udine, Bergamo e Reggio Emilia». Cosa farete per aiutare la Nazionale e i giovani italiani? «Bisogna trovare una forma di agreement tra le componenti, per favorire la filiera dalla Nazionale maggiore all'ultima delle under.
Penso a incentivi per l'utilizzo di italiani. E vedo che recentemente chi ha fatto bene in A è stato subito convocato in azzurro. Stiamo poi facendo un lavoro di scouting sui giocatori con più passaporti, sfruttando il peso di Ranieri e Mancini che ci danno una forte credibilità». Diana Bianchedi tornerà capo delegazione della Nazionale? «Da commissario non prendo impegni. Ma Diana ha voluto chiamarsi fuori per non essere strumentalizzata. Ho un dovere e un rispetto nei suoi confronti: dopo il voto capiremo cosa fare insieme, sempre ci sia disponibilità, non so se nello stesso ruolo». Le componenti le chiedono di nominare l'avvocato Viglione segretario generale. Lo farà? «Con l'attuale segretario Marco Brunelli si è individuato un percorso di uscita per chiudere questa vicenda con reciproca soddisfazione. Nel giro di qualche giorno verrà formalizzato. Dopo il 14 dicembre sicuramente la Federcalcio avrà bisogno di un nuovo segretario generale, quindi…».

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Teme sgambetti dal governo?«Vedrò Abodi la prossima settimana, tanti temi sono rimasti aperti».

L'eterna dialettica tra il mondo politico e Malagò.«In assoluto la politica è molto, molto vicina al sottoscritto. Poi qualcheduno non lo è, ma questo fa parte della vita e serve tanta pazienza. Se sia una cosa personale, non lo so».

Meloni ha detto che se fosse intervenuta avrebbe voluto per la Figc un esito diverso.«Penso che abbia detto la verità: sia sul fatto che è rimasta completamente fuori dalla questione, sia che sperava in qualcosa di diverso». Ha l'impressione che gli arbitri abbiano spento il Var? «Diciamo che lo accendono molto meno. Ho visto che c'è qualche società che si è lamentata, ma questo non credo stupisca. Bisogna dare atto che le partite sono più godibili, con meno momenti morti.
E solo questo secondo me aiuta ad alzare il livello della qualità».

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