Analogie tra l'esperienza alla Juve e quella di oggi all'Inter?
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"La Juve aveva una proprietà e ce l'ha tutt'ora che è la stessa da 100 e rotti anni. All'Inter ci sono stati cambiamenti negli ultimi 20 anni. Sono entrambe grandi società, fanno parte della storia del calcio italiano. Sono molto orgoglioso di essere all'Inter e di esserne presidente, è qualcosa di straordinario".
Vincere più bello da favoriti o no?
"Lo dico quasi polemicamente: tutti quest'anno hanno detto che l'importante è arrivare in Champions... Bisogna avere il coraggio di dire che bisogna vincere, l'Inter deve provare a vincere e arrivare sempre in alto".

L'addio alla Juve: cosa c'è stato dietro?
"La consapevolezza che la proprietà aveva voglia di dare un cambiamento alla struttura dei manager, ringiovanendola. Andrea Agnelli aveva acquisito esperienza e voleva un ruolo, in quel caso con stima reciproca le strade si sono divise. Ronaldo? Una leggenda metropolitana, non la condividevo al massimo, ma in modo spontaneo di confronto con presidente e società. Non era una cosa di litigiosità. È un grandissimo campione ma ritenevo fosse una operazione troppo grande per noi. Fa parte dei ruoli, il presidente ha fatto la sua scelta e io mi sono accodato. Chiaro che ricordo quel sabato, era un giorno di tristezza dopo 8 anni bellissimi. Poi io sono fortunato e coraggioso, ero sicuro si sarebbe aperto un portone. E nel giro di 24 ore è arrivata la chiamata di Zhang. Talmente in modo strano, non avevo il suo numero, pensavo fosse uno scherzo. Chiesi a Cairo, che aveva un rapporto con lui, se era il suo numero. L'ho poi richiamato e ci siamo visti il lunedì, qualche giorno dopo".
Dove si immagina post-Inter?
"Intanto vivo questo benissimo questo mio ruolo all'Inter e ringrazio Oaktree per la nomina di presidente. Ci stiamo togliendo belle soddisfazioni. Quando sarà chiuso questo capitolo, vorrei rimanere nello sport quasi per un debito di riconoscenza: ho ricevuto molto dagli altri. In un ruolo tecnico, visto che c'è bisogno di esperienza. Lo voglio soprattutto verso i giovani che vanno accompagnati".
I suoi più grandi amici nel mondo del calcio?
"Nel mondo del calcio ho due grandi amici Ariedo Braida e Giovanni Carnevali.. poi Adriano Galliani che ritengo il miglior dirigente in assoluto”.
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