Gerry Cardinale, proprietario del Milan, oltre a parlare di Inter e derby, ha discusso degli obiettivi rossoneri
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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Gerry Cardinale, proprietario del Milan, oltre a parlare di Inter e derby, ha discusso degli obiettivi rossoneri e dell'operato di Amorim. Ecco le sue dichiarazioni:
Cardinale, è contento dei risultati ottenuti finora?
«Io non sono mai contento. Mi spiego meglio: sono contento quando vinciamo una partita, ma questo non significa niente. Chiedetemi se sono contento quando alzerò un trofeo o vinceremo uno scudetto. Allora vi dirò che sono davvero contento. Adesso abbiamo ancora molto lavoro da fare e in più ultimamente ci sono stati gli infortuni che mi hanno fatto agitare. Quindi ora sono agitato e costantemente concentrato su dove possiamo migliorare. Ho un lavoro da fare e non mi fermerò finché non avremo ottenuto quello che vogliamo».Alla luce dei molti infortuni, il Milan ha bisogno di altri giocatori a gennaio?
«Dobbiamo continuare a migliorare la rosa perché in estate non sono riuscito a fare tutto quello che volevo. Stiamo ricostruendo la squadra e, anche se mi piacciono i nuovi arrivati, quelli che sono rimasti e... i nomi di cui mi sono liberato, probabilmente ci vorranno un altro paio di sessioni di mercato per completare tutto. Siamo arrivati soltanto a un quarto del percorso e la priorità è costruire una squadra che abbia la capacità di affrontare gli infortuni».È soddisfatto di Amorim finora?
«Sì e ho piena fiducia in lui. Nel finale di Top Gun , il “mio” film, c’è una grande battuta: “Non abbandono la mia spalla (il pilota dell’aereo d’appoggio, ndr )” dice Tom Cruise. E io non abbandono Ruben. Non è assolutamente in pericolo. Resterò al suo fianco (lo ripete due volte, con forza, ndr ) e non commetterò gli errori commessi negli ultimi anni. È il mio tecnico e continueremo a lavorare insieme finché non riusciremo a fare il salto di qualità. Non puoi vincere se passi continuamente da un allenatore all’altro. Amorim l’ho scelto io. Se avessi commesso un errore, lo ammetterei, ma non penso di averlo commesso».L’Amorim Ball può far tornare il Milan grande?
«Nei giorni prima di ogni partita lo chiamo e gli chiedo: “Come posso aiutarti? Di cosa hai bisogno?”. Lui mi rassicura dicendomi: “Ci penso io, boss”. Sa che ci sono, ma sa anche fare il suo lavoro. Non ha bisogno che gli stia con il fiato sul collo: ha tutto sotto controllo ed è un vero professionista che fa crescere le persone. Sta gestendo i ragazzi e sta allenando bene il gruppo. Non penso che questo succedesse prima (stoccata ad Allegri, senza nominarlo, ndr )».(Fonte: La Gazzetta dello Sport)
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