L'ex portiere e tecnico delle giovanili ha parlato del derby, di Martinez e anche del suo futuro

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MARTINEZ-PROVEDEL

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Intervistato da Repubblica, l'ex portiere dell'Inter Samir Handanovic ha parlato del derby e anche dell'alternanza nella porta nerazzurra:

«Era il 7 ottobre 2012. Samuel segnò subito, finì 1-0. Per me era tutto nuovo: le coreografie, l'atmosfera, San Siro che impazzisce».

Nel 2021 vinceste 3-0, nel silenzio del lockdown. Lei fece tre parate decisive in un minuto.

«Noi portieri siamo lì per quello. Fu strano, nello stadio vuoto. Ma i derby normali non esistono. Capita di tutto, compreso che la squadra più in difficoltà vinca e ribalti un campionato. Come loro l'anno dopo con Giroud. Ecco, se potessi rigiocare un derby, sarebbe quello».

Il Milan ha Maignan, leader e capitano. L'Inter Martinez al primo anno da titolare.

«Mike è una certezza, Pepo ha tutto da dimostrare. Ha tanti occhi puntati su di lui e un'eredità pesante da gestire. In porta ogni errore finisce sotto la lente d'ingrandimento. La differenza la fa il carattere».

E la concorrenza con Provedel?

«È sana. Chivu li ha gestiti benissimo, con grande sensibilità, dando fiducia a Martinez anche nei momenti complicati e concedendo a Provedel la sua occasione al momento giusto».

Lei avrebbe voluto alternarsi con un altro portiere ogni tanto?

«Se avessi potuto, ogni cinque o sei gare mi avrebbe fatto bene staccare, per recuperare mentalmente».

Come portiere, chi le ha insegnato di più?

«Adriano Bonaiuti. Mi ha seguito per 11 anni, non l'ho mai messo in discussione. Ogni portiere deve trovare una filosofia e seguirla. Io ho seguito la sua e lo ringrazio per tutto quello che ha fatto per me».

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