Tra le schede che hanno attirato maggiormente l’attenzione c’è quella di Mustapha Badri, rappresentante del Marocco

camano

VIDEO FCIN1908 / Camano: "Lautaro resta all'Inter. Futuro Hakimi? Adesso è felice e..."

La pubblicazione da parte di France Football dei voti dettagliati del Pallone d’Oro 2026 ha permesso di conoscere le preferenze dei giornalisti chiamati a scegliere il miglior giocatore dell’anno.

Tra le schede che hanno attirato maggiormente l’attenzione c’è quella di Mustapha Badri, rappresentante del Marocco, che ha inserito Achraf Hakimi al primo posto, davanti a Kylian Mbappé, Lamine Yamal e Ousmane Dembélé.

hakimi
Getty Images

Una scelta convinta, molto diversa però dal verdetto finale, che ha incoronato Harry Kane.

Nella sua graduatoria personale, Badri ha votato nell’ordine: Hakimi, Mbappé, Lamine Yamal, Kvaratskhelia, Dembélé, Kane, Messi, Fabian Ruiz, Olise e Haaland.

hakimi (2)

Hakimi ha poi chiuso soltanto al 13° posto della classifica ufficiale con 65 punti, pur precedendo nomi importanti come Vitinha, Declan Rice e Vinicius Junior. Nel 2025 era arrivato sesto, miglior piazzamento di sempre per un calciatore marocchino nella storia del Pallone d’Oro.

«Hakimi non è un giocatore normale»

Intervistato da Africafoot, Badri ha spiegato perché abbia deciso di mettere Hakimi davanti a tutti.

Secondo il giornalista marocchino, il terzino del PSG è stato uno dei grandi protagonisti della stagione storica del club parigino, culminata con la vittoria della Champions League.

«Achraf Hakimi non è un giocatore normale. È un eccellente difensore, ma anche un attaccante dotato di qualità tecniche straordinarie. Ha una velocità eccezionale e una capacità rara di fare la differenza negli ultimi metri. Le sue statistiche offensive dimostrano che è molto più di un terzino incaricato semplicemente di difendere la propria fascia».

Badri considera proprio questa completezza uno degli argomenti principali a favore di Hakimi.

A sostegno della propria tesi ha citato anche la recente prestazione contro il Le Havre, nella quale il marocchino ha realizzato tre gol e due assist nel 5-1 del PSG, partecipando direttamente a tutte le reti della propria squadra.

«Questa partita rappresenta perfettamente quello che intendo. Hakimi è contemporaneamente un difensore e un attaccante. Ha un repertorio tecnico straordinario e una capacità eccezionale di fare la differenza. Segnare tre gol e servire due assist nella stessa partita dimostra tutta la sua importanza».

«Dà tutto per la maglia che indossa»

Per Badri contano anche il rendimento di Hakimi con il Marocco e la sua continuità.

Il giornalista considera il giocatore un capitano capace di incarnare le ambizioni di una generazione che ha cambiato profondamente la dimensione internazionale del calcio marocchino.

«Achraf è un giocatore che dà tutto per la maglia che indossa. Ha attraversato momenti difficili e diversi infortuni, ma ha sempre trovato le risorse per superare gli ostacoli e tornare ai massimi livelli. Il suo impegno, la sua professionalità e il suo attaccamento al PSG e alla Nazionale marocchina meritano di essere tenuti pienamente in considerazione».

Badri ha inoltre sottolineato il lato umano di Hakimi e il suo coinvolgimento in diverse iniziative benefiche lontano dai riflettori.

«Partecipa ad azioni di solidarietà e aiuta persone in difficoltà senza cercare alcun ritorno mediatico. Conosco alcune di queste iniziative, ma lui preferisce mantenerle riservate per non mettere in imbarazzo le persone che ne beneficiano».

«La mia componente marocchina ha avuto un peso»

Badri non nasconde neppure che l’orgoglio nazionale abbia inciso sulla sua scelta, pur sostenendo che il voto sia pienamente giustificato anche dal punto di vista sportivo.

«Non voglio nasconderlo: la mia fibra marocchina ha naturalmente avuto un ruolo nella mia scelta. Ma questo non significa assolutamente che il mio voto sia privo di argomenti sportivi».

«Achraf non si è mai risparmiato per il Marocco. Le sue statistiche, le sue prestazioni e la sua influenza sul campo mi permettono di difendere pienamente la mia decisione. Sono orgoglioso di averlo messo al primo posto perché ritengo sinceramente che meritasse di essere eletto miglior giocatore dell’anno».

Getty Images

Secondo Badri, Hakimi sarebbe inoltre penalizzato dal ruolo.

«Credo che Achraf abbia subito più volte una vera ingiustizia. Essendo un difensore, si tende a sottovalutare quello che riesce a dare in fase offensiva. Sa difendere, creare occasioni, saltare gli avversari e segnare».

Il giornalista aggiunge anche un altro elemento:

«Bisogna riconoscere che il fatto di essere un giocatore arabo e africano può talvolta incidere sulla percezione delle sue prestazioni. Il capitano del Marocco meritava più di quanto abbia ottenuto nei voti del Pallone d’Oro e anche in alcuni premi africani».

«Hanno provato a convincermi a votare contro Hakimi»

La rivelazione più significativa riguarda però i retroscena del voto.

Badri sostiene infatti di essere stato contattato, nelle ultime ore prima della votazione ufficiale, da alcune persone che avrebbero cercato di convincerlo a non votare Hakimi e a scegliere un altro calciatore.

«Vi rivelo un segreto e concedo una vera esclusiva ad Africafoot. Nelle ultime ore prima del voto ufficiale, alcune persone mi hanno contattato cercando di influenzarmi e convincermi a votare contro Achraf Hakimi a favore di un altro giocatore, del quale preferisco non fare il nome».

«Non ho ceduto a queste pressioni, ma questa esperienza dimostra che esistono tentativi di influenza attorno a questo tipo di votazioni».

Badri non ha rivelato né l’identità delle persone che lo avrebbero contattato né quella del giocatore che avrebbero voluto favorire.

Secondo lui, però, l’episodio dimostrerebbe come la corsa ai grandi premi individuali non si giochi esclusivamente attraverso il rendimento sul campo.

Hakimi

«Kane ha vinto legittimamente, ma per me non meritava il Pallone d’Oro»

Badri distingue comunque nettamente il proprio giudizio personale dalla legittimità del risultato finale.

«Non metto assolutamente in discussione la legittimità della vittoria di Harry Kane. Non si può contestare il risultato di una votazione alla quale partecipano circa cento giornalisti provenienti da diversi continenti, anche perché France Football è trasparente e pubblica i nomi dei votanti e tutte le loro scelte».

Ciò non significa, tuttavia, che sia d’accordo con il risultato.

«Personalmente non ritengo che Harry Kane meritasse di vincere il Pallone d’Oro quest’anno. Ha ovviamente enormi qualità ed è estremamente efficace, ma penso che altri giocatori abbiano inciso maggiormente sulla stagione, soprattutto nelle partite più importanti».

«Non sono convinto che Kane abbia sempre avuto quell’impatto decisivo negli appuntamenti più difficili».

hakimi psg real sociedad
Getty Images

«Esistono gruppi di influenza»

Badri torna poi sul tema del lobbying:

«Come ho spiegato parlando di Hakimi, esistono gruppi d’influenza che cercano di contattare i giornalisti e orientare le loro scelte. Io stesso ho vissuto questa esperienza senza cadere nella trappola».

«Non è un fenomeno esclusivamente sportivo. Meccanismi analoghi esistono anche nelle istituzioni mediatiche e politiche. È una forma di lobbying e di ricerca del consenso che, a volte, può portare a scelte lontane dalla pura logica sportiva».

Mbappé e il peso della comunicazione

Interrogato sulla forte comunicazione costruita attorno alle ambizioni individuali di Kylian Mbappé, Badri sostiene che oggi i grandi riconoscimenti non si vincano più soltanto sul campo.

«L’immagine mediatica di un giocatore, il racconto che viene costruito attorno a lui e la capacità di convincere i votanti di meritare il premio hanno anch’essi un peso. Una comunicazione ben gestita può aumentare la visibilità di un candidato e influenzare la percezione delle sue prestazioni».

Questo, però, non basta necessariamente per vincere.

«Il fatto che Mbappé non abbia conquistato il Pallone d’Oro non significa che non lo meritasse. E non significa nemmeno che la sua campagna mediatica fosse sbagliata».

«Forse semplicemente non è bastata a modificare le convinzioni di alcuni votanti, soprattutto quelli che avevano già fatto le proprie scelte sulla base di considerazioni personali, logiche di gruppo o criteri non sempre esclusivamente sportivi».

Badri conclude così:

«In fondo, i premi individuali si vincono sul campo, ma la battaglia per conquistarli si combatte anche fuori. Mbappé conosce perfettamente l’importanza di questa dimensione. Tuttavia, nonostante tutta la forza della sua comunicazione, non è bastata a superare Harry Kane, che alla fine ha vinto il Pallone d’Oro 2026».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti