È arrivato a Milano in estate e ha realizzato un sogno: le emozioni e i ricordi dell'estremo difensore
VIDEO FCIN1908 - L'Inter si allena in vista della gara contro il Feyenoord: anche Pavard col gruppo
Ivan Provedel si è raccontato in Welcom Kit, un format che l'Inter realizza in collaborazione con Betsson.Sport e va in onda su DAZN.
-La chiamata dell'Inter?
Un po' incredulo, devo essere sincero fino a che non ho firmato non ho voluto pensare o illudermi, fino a che non è stato tutto fatto. Poi sono stato felicissimo.
-Come ti descriveresti in tre parole?
Tranquillo, riservato, ideale.
-Come portiere?
Riservato e tranquillo.
«Ho iniziato a giocare da piccolo, calciavo contro il muro, ho iniziato come portiere a 15 anni. A casa non giocavo tra i pali. Mi sono innamorato del ruolo del portiere quando ho visto Toldo. E lì ho cominciato a pensare che un giorno avrei voluto fare il portiere magari anche nell'Inter», ha detto.
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«Quando ho capito che potevo pensare di fare il giocatore avevo come piano B fare il fisioterapista. La pressione prima di una gara? Non ci penso, penso solo a quello che devo fare nel migliore modo possibile. Primo obiettivo da interista? Dimostrare che qui ci posso stare e che posso dare il mio contributo alla squadra. Cosa è per me la maglia dell'Inter? Un sogno che si realizza», ha sottolineato.
-Vero che prima di scendere in campo fai una chiamata di rito?
Si dai, prima di ogni riunione tecnica, mi chiama un mio amico scambiamo due battute ecco.
-Cosa ti piace fare fuori dal campo?
Quando vado via dal centro sportivo vado a riposare. E poi mi piace stare con la mia famiglia e fare tutte le cose che servono come papà anche. Ho due maschietti.
-Le prime chiamate in Nazionale?
Un bel ricordo.
-Tifoso nerazzurro da bambino. Se diciamo Julio Cesar?
Era un gatto, arrivava dove sembrava non potesse arrivare. Quando si tuffava ti emozionava. E poi sorrideva tanto, era bello da guardare.
-Il gol di Toldo alla Juve?
Un grandissimo gol, è andato a saltare all'ultimo. Ha buttato dentro tutto. Grande, grandissimo. Ero piccolino, ero sveglio anche se era tardi e quando ha segnato ho fatto confusione a casa. Era il mio idolo, assolutamente. Se capita a me con l'Inter? Speriamo non serva andare in area all'ultimo, ma se dovesse il mister mi deve dare il permesso e poi speriamo che succede. Speriamo bene.
-Una promessa ai tifosi dell'Inter?
Dare massimo impegno, dare tutto.
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