fcinter1908 news interviste Ricci: “Altro che riduzione costi, cosa faremo con Oaktree. Top10, stadio, accordi, vi dico tutto”

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Ricci: “Altro che riduzione costi, cosa faremo con Oaktree. Top10, stadio, accordi, vi dico tutto”

Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 

Parliamo degli sponsor. A che punto è la raccolta?

“L’anno scorso, grazie ai risultati sportivi, si è raggiunto il picco: per la prima volta due voci strutturali dei ricavi, stadio e sponsorship, hanno superato la soglia dei 100 milioni a testa. Chiaramente la crescita annua non può avere gli stessi ritmi percentuali, anche perché esistono accordi pluriennali. Abbiamo cercato di coinvolgere realtà che non soltanto portassero investimenti economici ma che fossero anche partner con cui elevare il livello di associazione di brand: vanno in questa direzione gli accordi con Byd, Red Bull, Budweiser e Coca Cola. Questa è una stagione di consolidamento, in cui abbiamo puntato a portare la componente variabile ottenuta nel 2024-25 alla base. Al netto dei risultati, l’incremento è superiore al 10% per i nuovi contratti”.

Nel 2019 l’Inter internalizzò il merchandising, riacquistando i relativi diritti da Nike. Nel giugno 2025 ha sottoscritto un accordo globale decennale con Fanatics, esternalizzando di nuovo la gestione. Perché?

“Ci sono alcune aree, come il merchandising, che hanno sempre più bisogno di realtà molto specializzate con la forza industriale di sopportare la gestione del magazzino, la flessibilità produttiva, anche eventuali shock di mercato. Non bisogna farsi affascinare dall’idea di avere il controllo totale: lo si può mantenere facendo sinergie come la nostra con Fanatics. Questa la prima stagione, dalla prossima la partnership si dispiegherà pienamente, perché per creare collezioni e attivare canali distributivi ci vuole tempo. Siamo fiduciosi di poter presentare numeri in crescita quest’anno, pur essendo reduci da una grande stagione, spinta anche dalla seconda stella. Da luglio, con Nike, abbiamo iniziato ad impostare il rapporto in modo diverso, creando una linea lifestyle con il loro marchio Acg, inedita per il calcio”.

Nel suo lavoro come si gestisce un’eliminazione agli spareggi di Champions, dopo aver raggiunto la finale l’anno prima?

“Si sbaglia se si fa leva commerciale sul momento: conta la storia che racconti. Parliamo di un club che viene da un percorso solido a livello sportivo. Il risultato di quest’anno fa parte del gioco. A livello di business è molto più importante avere già la quasi certezza di essere in Champions anche nella prossima stagione. Soprattutto, l’eliminazione non modifica i piani di sviluppo della proprietà, che ha una visione abbastanza chiara”.