Grandi rivali in campo, soprattutto nei derby di Milano, ma amici fuori. Gianni Rivera e Sandro Mazzola hanno scritto pagine indelebili

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Grandi rivali in campo, soprattutto nei derby di Milano, ma amici fuori. Gianni Rivera e Sandro Mazzola hanno scritto pagine indelebili delle storie di Milan e Inter. E, ai taccuini della Gazzetta, l'ex numero 10 rossonero ricorda con affetto il Baffo, scomparso ieri:

Sandro Mazzola
Getty Images

Gianni Rivera parla con un filo di voce: «Anche Sandro».

Rivera, chi era Mazzola?

«Un grandissimo giocatore, un campione e un amico. Eravamo divisi solo dal derby. Era giusto così: io Milan, lui Inter. Abbiamo vinto tanto, lui da una parte, io dall’altra. Coppe, scudetti, trofei, classifiche dei cannonieri. Era la nostra Milano».

Ricorda il primo derby?

«Sì. E sa perché? Perché Sandro al suo esordio in un Milan-Inter segna subito. Pochi secondi, hanno poi scritto 13. Comunque il primo minuto, scambio in velocità con Corso. Per fortuna poi ha segnato Dino Sani e abbiamo fatto uno a uno».

E il dualismo Rivera-Mazzola?

«Il dualismo è stato, diciamolo, un po’ gonfiato. Una manciata di pepe sulla rivalità calcistica, ha fatto gioco un po’ a tutti. Anche a noi».

esclusiva Mazzola 80 anni

E la famosa staffetta a Messico 70?

«Già, appunto: solo a Messico 70. Prima e dopo, io e Sandro avevamo sempre giocato assieme. Non so perché in Messico no. Io non l’ho mai capita, Mazzola pure».

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«Una bella vittoria. Ma Sandro aveva giocato bene e poteva restare in campo».

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«Ma ripeto, l’ho detto più volte, potevamo restare in campo assieme».

(Fonte: La Gazzetta dello Sport)

rivera mazzola

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