L'attaccante del Sassuolo è tornato sulla partita contro il Borussia Dortmund, nella quale conquistò anche un calcio di rigore
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Sebastiano Esposito, attaccante del Sassuolo, nel corso di un'intervista realizzata per il canale ufficiale neroverde ha ricordato il suo esordio in Champions League quando indossava la maglia dell'Inter: "All'inizio, quando c'era la possibilità di andare all'Inter, non ero molto contento perché mi ero affezionato tanto a Brescia e a Clerici (il suo scopritore, ndr). Poi è stata un'emozione unica: mi ricordo che, quando sono arrivato a Interello, per me è stato come entrare in un parco giochi. Tutti quei campi, tutti quei palloni, lo stemma dell'Inter... Fu un salto grande per tutti noi tre fratelli, è stato bello e anche difficile. All'Inter hai delle responsabilità maggiori, devi provare a vincere tutte le partite, se nell'elite. C'è tanta concorrenza fra compagni, per noi è stato uno step importante che ci ha fatto capire ancora maggiormente cos'era il calcio e quali sacrifici dovevamo fare per diventare professionisti".
"L'esordio in Champions League? Ho un pregio, che a volte può essere un difetto: sono abbastanza incosciente. La reputo una forza perché non appesantisce i momenti importanti della mia carriera, come l'esordio in Nazionale. Non ho ancora realizzato nemmeno di aver giocato in Champions insieme a tutti quei campioni. C'era la mia famiglia presente, è stata un'emozione bellissima e anche inaspettata. Farlo con quei colori, in quello stadio, è stato incredibile. I tifosi dell'Inter mi hanno dato tanto. Non ti rendi conto della grandezza di San Siro fino a quando non scendi in campo. Quando mi sono procurato il rigore contro il Dortmund ho alzato lo sguardo e ho visto migliaia di persone, quindi ho fatto quel gesto perché ero gasato. Mi ricordo che Cambiasso, nell'intervista post-partita, mi riprese dicendomi che non si esulta prima, e da quel momento non l'ho più fatto. Ritornando alla partita, i miei li ho sentiti il giorno dopo, il telefono si era scaricato. Mamma e papà l'hanno vista da casa, Salvatore era allo stadio, invece Pio si è addormentato prima dell'esordio perché era stanco".
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