L'ex calciatore nerazzurro e autore di 78 gol in 223 presenze con la maglia dell’Inter ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport
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Aldo Serena, ex calciatore nerazzurro e autore di 78 gol in 223 presenze con la maglia dell’Inter, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport.
Interrogato sul ritmo da ‘macchina da gol’ dell’Inter, l’unica squadra in Italia ad aver toccato la tripla cifra di reti nelle ultime sette stagioni di fila, Serena ha risposto: “Può mantenere questo ritmo per l'ennesima stagione”.
Alla guida ci sarà ancora capitan Lautaro, che Marotta intanto ha tolto dal mercato.
«È tornato dal Mondiale con ancora più capacità di leadership. Il prossimo anno magari può accadere di tutto, nel calcio le cose cambiano velocemente, ma adesso sarebbe stato impensabile lasciarlo partire. Lui comunque è un capitano vero, ci mette la faccia, in campo e fuori. Fa le cose giuste. L’Inter ha avuto nel passato un esempio come Icardi, che era un centravanti forte, ma che non era un capitano con carisma e personalità».
Al suo fianco nella formazione tipo c'è ancora Thuram.
«È indispensabile per le notti europee dell’Inter, l’unico con la capacità di andarsene in solitudine nelle difese di alto profilo. Anche Bonny può farlo, ma ha una caratura come giocatore nettamente diversa. Thuram ha bisogno di essere stimolato e al top della condizione per fare la differenza nelle partite che contano. In maglia nerazzurra ha vissuto momenti straordinari, in altri invece si è un po’ incartato nei suoi malumori. Deve cercare la massima continuità».
In lista ci sarebbe spazio per una quinta punta.
«La rosa è varia, anche nelle qualità dei centrocampisti e degli esterni. Nel calcio moderno però, giocando ogni tre giorni, abbiamo visto come gli infortuni siano sempre dietro l’angolo. Potrebbe starci un attaccante con caratteristiche che magari non sono prioritarie negli altri che ci sono già, come ad esempio saltare l'uomo».
Chivu ha portato un calcio ancora più offensivo di Inzaghi.
«La sua idea di gioco lo avrebbe portato verso una difesa a quattro, e magari ci arriverà, però è stato intelligente a mantenere l’impianto di gioco cercando di personalizzarlo. Ha voluto un pressing molto più alto e chiede di essere più verticali. E stato molto scaltro ed esperto a proporsi in questo modo».
Pio Esposito può addirittura insidiare la titolarità?
«Si sta integrando con il gioco della squadra, non solo come finalizzatore. Può fare da “testa di ponte”, sulla quale poi costruire. Chivu potrà scegliere in relazione agli avversari e alla tipologia di gioco che vorrà fare ogni volta, ma ci sono partite in cui Thuram sarà indispensabile».
Oggi i sorteggi di Champions: cosa è giusto chiedere all’Inter quest'anno?
«La rosa è adatta a essere competitiva sia in campionato che in Europa. Molto dipenderà anche dalle avversarie, ma l’Inter ha la qualità, secondo me, per poter pensare di centrare una semifinale».
In Serie A si preannuncia grande bagarre al vertice.
«La Roma sta completando una rosa di alto livello, ha già triturato la Fiorentina l’altro giorno. Il Napoli non ha fatto un mercato altisonante, ma Allegri è bravo nella gestione del lavoro di chi lo ha preceduto. E Hojlund può beneficiare del suo gioco più di attesa. Amorim sta invece facendo un’opera profonda al Milan, porterà risultati se la squadra lo seguirà. Nella lotta al vertice metto anche il Como, soprattutto se dovesse prendere Kean, una forza della natura».
Ci sono squadre che la convincono meno?
«L’Atalanta è un punto di domanda, così come la Juventus. Non so se Spalletti sia pienamente felice di quello che è avvenuto fino adesso sul mercato. Kolo Muani non è infallibile in area di rigore, non è l’Inzaghi di turno. Avrebbe bisogno di un centrocampista a supporto con cui coltivare un certo feeling come stanno facendo Dybala e Malen a Roma».
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