Aldo Serena ha parlato della sfida tra Inter-Como in programma domani
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Intervistato dal Corriere della Sera, Aldo Serena ha parlato della sfida tra Inter-Como in programma domani. L'ex giocatore ricorda anche la stagione trascorsa in riva al lago. "Dei miei trascorsi nerazzurri conoscete già ogni piega più recondita, ma sapete dove mi trovavo nel 1979?".
Aldo Serena, gli almanacchi ci aiutano. Come visse quella stagione in riva al lago di Como?
«Fu un’annata meravigliosa conclusa con la promozione in serie A. Avevo compagni di squadra come Piero Volpi, Villiam Vecchi e Pietro Vierchowod».
Che dimensione aveva quel club?
«Era una provinciale che spendeva con giudizio. Un tratto in comune con la società attuale però lo intravedo, ovvero l’ingegno di puntare sulle persone più idonee».
Altri punti di contatto?
«In panchina sedeva Pippo Marchioro che non era un tecnico tradizionalista ma aveva principi di gioco innovativi. Il Como attuale ha un allenatore illuminato che non solo ha una visione ma pure la capacità di trasmetterla e farla assimilare al meglio ai suoi giocatori. Cesc Fabregas è l’anima del progetto Como».
Come sarà la sfida di domani?
«L’Inter deve giocare con la stessa umiltà e coesione mostrata a Rotterdam, solo così può limitare il tourbillon di passaggi con cui il Como ti può ubriacare».
L’Inter può cullarsi sui precedenti?
«Non significa nulla il fatto che non abbia mai perso. Cesc, dopo il 9-1, ha distolto l’attenzione dal successo per non far distrarre i suoi. Vuole il basso profilo per fare risultato anche a San Siro».
Il giocatore da temere?
«Douvikas, pagato poco e sa far tutto».
Chivu soffre Fabregas sapendo che era la prima scelta per l’Inter?
«Non sarà né disturbato né indispettito».
Chi ha più da perdere?
«L’Inter dopo la sconfitta nel derby e lo scontento dei tifosi. Il Como già sta facendo miracoli».
Vincendo domani Fabregas può iscriversi alla lotta scudetto?
«Da quest’estate non considero il Como come un’outsider. Ma saprà gestire il doppio impegno?».
(Corriere della Sera)
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