L’ex numero 10 dell’Inter svela il retroscena sul rapporto con l’ex attaccante dell’Arsenal e della Nazionale olandese

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n campo perfettamente compatibili, fuori praticamente due estranei. Wesley Sneijder ha raccontato un retroscena curioso sul rapporto avuto con Robin van Persie, suo compagno per tanti anni nella Nazionale olandese.

Intervistato da Betsson Sport, l’ex numero 10 dell’Inter ha spiegato senza troppi giri di parole che tra lui e Van Persie l’intesa calcistica non si è mai trasformata in una vera amicizia lontano dal terreno di gioco.

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Sneijder: «Fuori dal campo non gli parlavo»

Quando gli viene chiesto di indicare un compagno con il quale il rapporto fuori dal campo fosse molto diverso rispetto a quello avuto durante le partite, Sneijder fa subito il nome di Van Persie:
«Devo dire Van Persie. In campo facevamo tutto insieme, lui come 9, io 10 dietro di lui».
Sneijder a Betsson

Una coppia che sul terreno di gioco funzionava, con ruoli perfettamente complementari. Fuori, però, la situazione era completamente diversa:

«E fuori dal campo non gli parlavo neanche. Neanche una parola, niente, zero!».

Sneijder non prova neppure ad addolcire il racconto:

«Abbiamo anche detto che non siamo amici, ma non c’era bisogno di essere amici, eravamo colleghi e dovevamo giocare insieme in campo, ma fuori dal campo lascia stare!».

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Skysport Screen

«Pensavamo entrambi soltanto a vincere»

La mancanza di un rapporto personale, secondo Sneijder, non rappresentò mai un problema.

Entrambi avevano lo stesso obiettivo una volta entrati in campo:

«Io pensavo sempre a vincere le partite e lui faceva lo stesso».

Ed è proprio questa mentalità comune che consentiva ai due di mettere da parte qualsiasi distanza personale:

«Quindi abbiamo deciso che dentro il campo siamo amici, ma fuori dal campo lascia stare»

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