Sulle pagine del Corriere della Sera, Lele Adani ha fatto alcune considerazioni su Roberto Mancini e sul ritorno del tecnico

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Sulle pagine del Corriere della Sera, Lele Adani ha fatto alcune considerazioni su Roberto Mancini e sul ritorno del tecnico sulla panchina dell'Italia. Ecco le parole dell'ex difensore:

Adani

"Proseguendo invece la missione con i suoi ragazzi ha in questi giorni evidenziato come la chiave risieda oltre che nella componente umana anche nella proposta di gioco. Non a caso, in una conferenza stampa che alcuni hanno ridisegnato come polemica, ha celebrato il Como («La miglior squadra di serie A nel gioco») e più ancora Max Alvini che col Frosinone «sta vincendo tramite il gioco». Evidenziando proprio la figura del tecnico, che conosce bene e che ha fatto un percorso molto o troppo lungo per arrivare a conquistarsi qualche titolo sui giornali. La passione per il gioco e per i valori, quelli nati sul territorio dei campetti dei campionati minori, accomunano Alvini e Baldini. Allenatori che il movimento italiano ha tenuto all’angolo per molti anni per colpa di mediocri o lestofanti che proprio Silvio ha denunciato anche con la divisa della Nazionale".

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"Ma non perché, e questo lo diciamo noi, hanno colpito lui, ma perché quelle figure hanno rallentato e rallentano tutt’oggi la crescita del calcio italiano. E quelle figure che vivono anche nelle istituzioni e nella comunicazione devono essere messe da parte, un compito che deve assolvere pure la Federazione celebrando i valori che le selezioni nazionali dovrebbero portare con sé e che, da Klopp a Zidane, in questi giorni vengono continuamente richiamati".

(Fonte: Corriere della Sera)

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