La Procura di Monza chiede l’archiviazione per l’ex designatore e altri tre indagati: non sono emersi elementi sufficienti a sostenere l’accusa di frode sportiva

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L’Inchiesta che ha coinvolto Gianluca Rocchi è pronta ad essere archiviata. Il Corriere dello Sport riferisce che dopo 146 giorni, 4 mesi e 24 giorni, la bufera che ha travolto l’ex arbitro si è rivelata “il nulla cosmico”.

Rocchi era stato indagato per frode sportiva e da ieri è stato giudicato innocente:

La Procura di Monza (con i pm titolari dell’inchiesta, Carlo Cinque e Marco Santini) , cui Milano aveva inviato le carte relative alle famose “bussate” a Lissone, ha chiesto al Gip l’archiviazione”.

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Le criticità dell’AIA

“Nella richiesta, però, viene segnalato «un quadro di criticità istituzionali e organizzative nel settore arbitrale - si legge nella nota del Procuratore capo di Monza Claudio Gittardi - segnato da tensioni interne, contrapposizioni sulla governance». Appunto che dovrebbe far riflettere molti, interni ed esterni all’Associazione Italiana Arbitri, che si appresta ad andare a elezioni (10 ottobre) più spaccata che mai. Nessuno, in questi mesi, ha mosso un dito per risolvere una situazione la cui gravità era stata segnalata, con una lettera alla Figc di Gravina, addirittura dall’attuale gestione dell’AIA”.
Si capisce con chi parla Rocchi

Gianluca Rocchi

Nessuna violazione

“Dopo Milano, dunque, anche Monza chiude la propria indagine, sottolineando come «la nozione di ‘atto fraudolento’ non coincida con qualsiasi violazione di una regola sportiva od organizzativa. La frode richiede un ‘quid pluris’ di artificiosità, inganno, dissimulazione idoneo a incidere sul corretto svolgimento della competizione al fine di alterarlo». Diversamente, ogni «errore arbitrale» diventerebbe «materia penale». Mentre, invece, «l’intervento esterno era finalizzato esclusivamente a correggere un evidente e poi riconosciuto errore di campo». Archiviazione anche per il responsabile VAR, Gervasoni, e i VAR PRO Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo”.

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Rocchi esce da un incubo

“A Milano e Monza manca, formalmente, la ceralacca del Gip, che appare scontata. Così come, sul fronte sportivo, si aspetta l’ok da parte del Procuratore Generale dello Sport, Taucer, alla richiesta di archiviazione anche dell’indagine-bis di Chiné sulla vicenda Rocchi, già archiviata da entrambi a suo tempo. Non sarebbero emerse novità rilevanti, l’incartamento sarebbe già alla Procura dello Sport presso il Coni per il provvedimento di chiusura. Difficile - ma visto quello che succede nel Convento, non totalmente impossibile - che la vicenda prenda una piega differente. Rocchi esce da un incubo, nessuno gli restituirà quello che ha perso. Doveva diventare nuovo presidente dell’AIA, tutto sembra sfumato”.

(Fonte: il Corriere dello Sport)

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