Senza Orsolini, il tecnico rossoblù si affida alle due ali per mettere in difficoltà una difesa interista reduce dalle difficoltà europee
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Il Bologna di Raffaele Palladino punta sulle ali. Contro l’Inter, il tecnico dei felsinei deve rinunciare a Riccardo Orsolini e può contare su Odgaard e Mbangula a mezzo servizio, dopo i recenti problemi fisici.
“Questo pomeriggio contro l’Inter saranno Federico Bernardeschi sul lato destro e Nicolò Cambiaghi sul lato sinistro” rivela Il Corriere dello Sport.
Il piano di Palladino
“Poco ma sicuro Raffaele Palladino conta molto su di loro per creare grattacapi alla difesa dell’Inter, che in Champions League ha evidenziato più di una crepa”.Arma Cambiaghi
“Fin qua gli esterni alti del Bologna sono stati molto costruttivi, soprattutto Cambiaghi con i suoi strappi e le sue continue sgasate sulle quali via via i dirimpettai hanno fatto terribilmente fatica. In pratica, gli avversari conoscono quello che è il movimento che Cambiaghi sa fare meglio, palla in avanti e cross in mezzo con il piede sinistro, eppure l’esterno rossoblù lo fa talmente bene e con una rapidità tale che non riesci a impedirgli questa giocata. Che è stata letale anche per il Lecce, anche se va sottolineato come sul gol di Orsolini Cambiaghi il pallone in mezzo lo abbia calciato con il piede destro, avendo scelto di rientrare non intravedendo il sentiero giusto”.
A caccia del gol
“Casomai, a differenza di Orsolini e Bernardeschi, Cambiaghi non ha ancora fatto gol. Ci è andato vicino in tutte le partite che ha giocato, a Bergamo contro l’Atalanta ha colpito anche un palo, ma nel tabellino alla voce marcatori non si è ancora ritagliato uno spazio”.Bernardeschi
“Bernardeschi, che non ha né la corsa né la velocità di Cambiaghi, ma che con il suo infinito talento sa disegnare palloni come se usasse le mani. Non dimenticando quanti grattacapi crea agli avversari quando entra dentro il campo, o per imbucare il pallone per un compagno o per andare alla conclusione con il suo piede prediletto, il sinistro”.Le richieste di Palladino alle ali
“Nei giorni passati Orsolini ha rivelato come Palladino chieda anche movimenti differenti rispetto a quelli degli esterni classici, ed è vero. Un esempio? Lo stesso Orsolini che da «prima punta» a Lecce non è riuscito a chiudere un pallone arrivato daille fasce e Bernardeschi che sempre da prima punta ha segnato contro il Torino, alla quinta giornata, il gol del momentaneo vantaggio. Insomma, le ali del Bologna al lavoro sui lati del campo devono aggiungere la capacità di leggere e scegliere i momenti giusti per accentrarsi, sia come costruttori di gioco che come finalizzatori”.Il ‘tuttofare’ Odgaard
“E in questo senso ecco che nel 3-4-2-1 di Palladino possono diventare importanti anche Odgaard e Mbangula. Certo, anche Odgaard: a parte che con Thiago Motta e Italiano era stato impiegato praticamente ovunque, da esterno destro e sinistro, prima punta e trequartista, e che con Tedesco aveva fatto addirittura un ruolo che assomigliava a quello della mezzala, mettiamola così, il «tuttofare» danese è il calciatore giusto nelle partite in cui Palladino ritiene che per mettere in difficoltà la squadra avversaria sia preferibile accentrare gli esterni invece di lasciarli a correre e a rincorrere sui lati”.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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