Il punto di Repubblica sulla candidatura di Galliani e su quello che potrebbe succedere
VIDEO / Inter-Fiorentina, ecco le quote dei bookmaker per la sfida di San Siro
Scegli Fcinter1908.it come tuo sito preferito su Google: clicca qui
Sulla questione della presidenza della Figc e sulla candidatura di Adriano Galliani e sui possibili scenari ha provato a fare chiarezza Repubblica:
Un'altra giornata di telefoni incandescenti, di pressioni e persuasioni con ogni mezzo. La Serie A è di nuovo una polveriera, spaccata tra chi sta con Giovanni Malagò e chi invece gli ha dichiarato guerra, pronto a spodestarlo dall'ufficio in Federcalcio per mettere al suo posto Adriano Galliani, senatore di Forza Italia e gradito al governo.
«Vinco anche questa partita», confida ai fedelissimi Malagò, che ha già avuto uno scambio telefonico con il rivale. Quando Marotta e Percassi hanno convinto Galliani a scendere in campo avevano una certezza: nessuna componente candiderà Malagò se non lo farà la Serie A. Quindi per tagliarlo fuori dalla partita non servono 11 voti: ne bastano 10 che provocherebbero lo stallo. È già tempo di fare i conti, perché il 4 novembre scade il termine per presentare le candidature per il voto della Federcalcio fissato al 14 dicembre.
Il bacino di voti dei due schieramenti inizia a prendere forma. Malagò può contare sulle firme di cinque club al momento: Monza, Napoli, Roma, Lecce, Bologna. Potrebbe aggiungersi il Torino, che già si dichiara a favore. Anche Galliani ha cinque firme: oltre a Inter e Atalanta, portabandiera del movimento, stanno con lui Milan, Como e Genoa. Ma venerdì sera erano a cena con Marotta anche Carnevali e Ferrero, ad e presidente della Juventus. L'appoggio del club dipende dalla proprietà: su Elkann sono in pressing sia Malagò, sia il ministro Giorgetti che sostiene la causa del senatore forzista. La partita si gioca sulle altre: un bacino di otto società che orienteranno il peso della Serie A. Cagliari e Sassuolo pendono verso il partito dell'oppositore. Malagò punta a incassare l'appoggio del Frosinone e dell'Udinese, che storicamente è però vicina a Marotta e Percassi. Lotito è imponderabile, certo tre mesi fa la Lazio è stata uno dei due club a non firmare per Malagò: l'altro, il Verona (nel frattempo retrocesso), ha poi subito garantito l'appoggio.
L'ultimo motivo di attrito è stata la nomina di Beppe Signori a capo delegazione della nazionale Under 20, senza parlarne con nessuno. Un modo di operare che in estate già aveva aperto crepe tra Malagò e i suoi antichi sostenitori. Forse, però, è solo l'ennesimo diversivo: il piano per cambiare direzione rispetto al voto di giugno era già in corso da tempo.
Marotta e Percassi puntano a chiudere la partita per la candidatura di Galliani prima del turno infrasettimanale di campionato: possibile domani una riunione tra le società. Ma il tema è un altro, e ben più largo: se anche la spuntasse Malagò, avrebbe poi il sostegno delle altre componenti per essere eletto il 14 dicembre? La risposta, al momento, è no. O meglio: Giancarlo Abete, suo storico rivale, ha convocato per il 28 ottobre una riunione con tutte le componenti. Vuole aggregare un consenso sul candidato alternativo e ha già iniziato a gettare le basi per l'accordo mercoledì. Le leghe (Serie B e C, oltre ai suoi Dilettanti) sono con lui. Restano da convincere i calciatori. Che prima di sbilanciarsi in un senso o nell'altro, aspetteranno di capire chi vincerà la partita in Serie A.
© RIPRODUZIONE RISERVATA